Il caso Zanfretta: gli Ufo a Genova? Una storia tra incontri ravvicinati, alieni e cronaca. Primo episodio

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Genova, 07/07/2025.

Che legame ci può essere tra Genova e gli alieni? Apparentemente nessuno, ma il capoluogo ligure fu protagonista, tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, di una serie di fatti inspiegabili che riguardano proprio delle presunte visite da parte di esseri provenienti dallo spazio.

È la storia di Pier Fortunato Zanfretta, metronotte dell'istituto di sorveglianza Vigilanza Valbisagno, che sarebbe stato rapito a più riprese da esseri alti oltre tre metri in varie zone dell'entroterra ligure e della città di Genova. Come sempre, in questi casi, il condizionale è d'obbligo, perchè l'argomento che tratteremo può correre il rischio di scadere nel fumettistico, ma una cosa è certa: si tratta di un fatto di cronaca che ha coinvolto la nostra città e luoghi che tutti noi conosciamo bene, come Torriglia, i suoi dintorni, e il Monte Fasce.

All'epoca, inoltre, sono state coinvolte le Forze dell'Ordine, sono state sporte denunce (ovviamente contro ignoti), è stata aperta un'inchiesta e ben cinquantadue testimoni hanno affermato di aver visto un oggetto misterioso volteggiare a bassa quota nel cielo sopra Torriglia e i suoi dintorni. Certo, l'innata ritrosia dei genovesi non ha permesso che questa storia esplodesse nel modo in cui forse si sarebbe verificato negli Stati Uniti, anche se i media locali, come Il Corriere Mercantile e Il Secolo XIX, hanno parlato dell'accaduto e alcuni programmi televisivi degli anni Ottanta hanno trattato l'argomento con interviste allo sfortunato Pier Fortunato, a cui la locuzione nomen omen non si addice per nulla.

Un uomo che ha subito uno shock fortissimo che gli ha sconvolto la  vita e a cui va portato rispetto perché la sua esperienza, qualunque sia stata la sua natura, ha lasciato segni profondi con spiacevoli conseguenze anche per i famigliari.

Racconteremo a episodi questa vicenda, un X File Made in Genova, visitando i luoghi dei rapimenti con l'aiuto del giornalista Rino Di Stefano, autore del libro Il caso Zanfretta, che all'epoca seguì le vicende di Pier Fortunato sul campo, ed Enrico Pietra, ricercatore, esperto e appassionato di fenomeni legati a quel lato inspiegabile dell'Universo che, in un modo o nell'altro, da sempre affascina uomini e donne.

Prima di iniziare, un'ultima e doverosa precisazione: a posteriori, ciò che è successo a Pier Fortunato è stato considerato uno degli eventi più importanti dell'ufologia mondiale. Possiamo considerare questa materia una scienza? Sicuramente possiamo definirla un'area di studi a cui tutti i governi hanno rivolto attenzione, come nel caso del Congresso americano che, nel 2024, ha indetto un'audizione in cui ex-funzionari governativi e militari testimoniarono di aver visto qualcosa (per ora, però, non sussitono prove al riguardo).

Partiamo dall'inizio, collocando la vicenda di Pier Fortunato Zanfretta in un'Italia degli anni di piombo, con stragi e attentati all'ordine del giorno. Genova, ovviamente, non è stata risparmiata: anche la nostra città è stata infatti teatro di fatti di sangue, come l'uccisione del procuratore generale della Repubblica Francesco Coco, del maresciallo Vittorio Battaglini, del carabiniere Mario Tosa e di Guido Rossa, operaio e sindacalista freddato dalle Brigate Rosse.

In questo clima di violenza, la stampa dell'epoca come accolse la notizia di un metronotte che affermava di essere stato rapito dagli alieni?

Ce lo racconta proprio Rino di Stefano, giornalista professionista, penna del Corriere Mercantile e del Giornale (nelle redazioni di Genova e Milano) che, quasi cinquant'anni fa, si è occupato del caso di Pier Fortunato Zanfretta: «Un metronotte che, durante il suo giro di ispezione, nella notte tra il 6 e il 7 dicembre 1978 nella zona di Marzano di Torriglia, un piccolo centro subito fuori dall'abitato principale, avrebbe avuto un incontro ravvicinato con esseri alti circa 3 metri, ricoperti da una specie di pelle squamosa, con una sorta di scafandro in testa e - al posto della bocca - una griglia dalla quale uscivano raggi di luce».

Rino Di Stefano

Effettivamente una descrizione che ricorda un po' quella degli alieni delle serie tv degli anni Sessanta, usciti più dalla matita di un bambino che dallo spazio profondo, ma continuiamo con il racconto: «Lavoravo da circa due anni al Corriere Mercantile e allora mi occupavo di cronaca nera, per essere più precisi di terrorismo. La storia di questo metronotte rapito dagli Ufo sembrava una cosa assolutamente fuori dal normale rispetto agli argomenti che trattavo in quel periodo. Inoltre mi aveva incuriosito un articolo che lessi sul Secolo XIX, che raccontava appunto di presunti incontri ravvicinati a Torriglia»

«Ne parlai con il mio direttore che mi disse che non aveva nulla in contrario a coprire questa vicenda, purché lo facessi in orario non lavorativo. Con il mio collega Alfredo Passadore e il fotoreporter Luciano Zeggio partimmo alla volta di Marzano di Torriglia e arrivammo sul luogo dell'accaduto. Si trattava di una villetta abbastanza defilata rispetto al resto dell'abitato, su cui campeggiava (e campeggia ancora, ndr) la scritta Casa Nostra. Nella parte a monte della villa, dove si trovavano degli orti, non c'era più niente, era come se fosse passato un bulldozer».

La storia di Zanfretta inizia qui e anche noi siamo andati a dare un'occhiata, in una giornata estiva, in cui il prato verdissimo che ci troviamo davanti stride con il ricordo di una notte invernale, in cui il terreno era ricoperto da uno spesso strato di galaverna ghiacciata

«Zanfretta è in perlustrazione», racconta Enrico Pietra, «davanti alla villetta, vede dei fari e pensa ai ladri. Le comunicazioni con la centrale operativa sono interrotte e allora si avvicina con la torcia spenta e la pistola abbassata, nel tentativo di sorprendere quelli che, appunto, credeva fossero dei malintenzionati. In realtà verrà aggredito alle spalle da un essere che lui descriverà alto tre metri. Su questo prato, i Carabinieri troveranno il giorno dopo un'impronta semicircolare di 3 metri di diametro, spessa tre centimetri e larga quindici, come se qualcosa di molto pesante e appunto di forma circolare si fosse appoggiata qui».

«Il giorno dopo l'Istituto di vigilanza privata Valbisagno presentò alla stazione Carabinieri di Torriglia una denuncia contro ignoti per l'aggressione subita dal loro dipendente. A quel punto, le Forze dell'Ordine furono costrette ad aprire un'inchiesta», prosegue Di Stefano. «Si fecero avanti cinquantadue persone che sostennero di aver visto volteggiare a bassa quota un enorme disco volante luminoso nel cielo di Torriglia. Tra questi testimoni c'erano il sindaco, il parroco e il guardiacaccia».

Pier Fortunato Zanfretta/ @rinodistefano.com

Quello che successe venti giorni dopo fece scoppiare definitivamente il Caso Zanfretta, che sostenne di aver incontrato questi misteriosi esseri una seconda volta. Ma ve lo racconteremo nel prossimo episodio.

Di Paola Popa

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