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Genova, 01/07/2025.
Passeggiando per i negozi del centro storico di Genova, cade l'occhio su un ventaglio, accessorio salvifico in questi giorni da bollino rosso per il caldo, con una scritta forse non troppo chic, ma sicuramente veriteria: Belin che câdo! Per i non genovesi la traduzione dovrebbe essere abbastanza chiara, in caso contrario, eccola qui: Accidenti, che caldo!
I display delle farmacie mostrano numeri che vanno ben oltre i trenta gradi e sembrano non bastare neppure i soliti cari vecchi consigli della TV: non uscire di casa nelle ore più calde, fare docce fresche (ma non ghiacciate!), vestirsi con abiti leggeri e idratarsi con acqua, evitando bevande gassate e alcolici.
Come stanno affrontando genovesi e turisti queste giornate, ma soprattutto amano di più il caldo o il freddo? Andiamo a scoprirlo insieme in una street interview ad alto tasso di umidità.
«Mi piace di più il fresco. È difficile cercare refrigerio, però si sopravvive», ci risponde una ragazza giovanissima, che chiacchiera in una via Luccoli attraversata da una leggera brezza, perchè nei caruggi, si sa, il sole quasi non arriva, fornendo una frescura naturale, che piazza De Ferrari e piazza Matteotti non raggiungono neppure nel mese di gennaio.
«Freddo, assolutamente freddo!», commenta una signora che passeggia nella zona di piazza Fossatello con un'amica. «L'estate è bella solo se sei in vacanza perenne, se invece si deve andare al lavoro è una tortura, inoltre si dorme male, quindi al mattino alzarsi è ancora più difficile!».
Ci spostiamo in via san Lorenzo e un gruppo di turisti sembra compatto anche nelle opinioni: «Assolutamente il caldo! Certo, la temperatura alta la percepisco, cerco di bere tanto per mantenermi idratato, ma sono del team estate tutta la vita», ci risponde un elegante signore in camicia bianca di lino e occhiali da sole. «Non amo il caldo afoso, ma caldo, caldo e sempre caldo!», gli fa eco un'amica, che utilizza la triade ventaglio, vestiti leggeri e bibite fresche per affrontare l'estate.

L'ennesimo caldofilo lo troviamo in via di Scurreria, anche se sembra più un neocaldofilo: «Ultimamente amo di più l'estate, di solito amavo più l'inverno perché comunque amo il fresco, ma sto cambiando idea negli ultimi anni». Alla domanda come stai affrontando queste giornate da bollino rosso? ci risponde: «Mediamente chiuso in casa con la aria condizionata, altrimenti di corsa in giro per le case vacanze che gestisco».
«Sono un'amante dell'inverno», ci dice una signora nuovamente in via Luccoli, che sembra appartenere al team freddo, ma con una sorpresa: «Mi piace la montagna, ma non mi dispiace neppure l'estate, anzi! Penso che l'estate sia effettivamente bellissima e questo caldo così terribile, di cui tutti parlano, in realtà c'era anche quando eravamo giovani. C'era e lo sopportavamo! Secondo me siamo tutti troppo abituati alle comodità. Un tempo si chiudevano le persiane, si chiudevano i portoni, si stavanei palazzi con i muri spessi e non appena si alzava la brezza della sera si usciva».
«Tutti questi bollini rossi sono un'esagerazione!», la incalza un amico con cui sosta davanti ad un portone di un palazzo storico di via Luccoli. «Trent'anni la temperatura a luglio era di 28 o 30 gradi e nessuno si è mai lamentato, quindi!»
Terminiamo la nostra street interview e risaliamo verso via XXV Aprile, con il famigerato termometro display che segnala la cifra di trentasei gradi. Qualcuno di più di quello che diceva il nostro amico qualche metro più in là. Proseguendo verso piazza De Ferrari vediamo bambini gioiosi che giocano con gli spruzzi d'acqua della fontana e capiamo che il bello di un mondo così vario è proprio questo: ognuno possiede una percezione diversa di ciò che lo circonda. E che l'autunno è ancora parecchio lontano!
Di Paola Popa