Genova, 17/06/2025.
Tananai e le sue mille sfaccettature arrivano a Genova, per una data del suo tour CalmoCobra Live - Estate2025, all'interno del Balena Festival al Porto Antico, sul palco dell'Arena del Mare. L'appuntamento è fissato per venerdì 25 luglio alle ore 21.
Alberto Cotta Ramusino, questo il vero nome dell'artista di Tango, originario di Milano, che il nonno chiamava proprio Tananai (anche pronunciato Tananà) piccola peste, durante il periodo dell'infanzia passata in Lombardia. Durante l'adolescenza scopre l'amore per la musica, arrivano i primi lavori, in bilico tra i suoni elettronici e indie e poi il grande salto di quel Festival di Sanremo 2022 che lo vede trionfare all'ultimo posto. Sì, trionfare è il termine giusto, perchè Tananai festeggia pubblicamente, è felice nonostante il posizionamento in zona retrocessione, per utilizzare un termine calcistico. Felice di averci provato e creduto.
Un essere umano del genere lo si ama a prescindere dai gusti musicali, perchè ci insegna che esserci non è cosa da poco, anzi. Partiamo proprio da qui.

Sei sulle scene dal 2017: passando per Sanremo (da un ultimo posto - per molti non meritato nel 2022 - ad un quasi podio nel 2023) e ora il tour europeo e italiano. Nel mezzo c’è stata una pausa. Cosa è cambiato, musicalmente parlando?
Sono cresciuto, ho maturato consapevolezza, anche in ambito musicale. Ho sperimentato molto con il mio sound, e attraverso questi esperimenti ho capito che ci sono tanti modi per fare musica, che una bella canzone non si crea solo con un’orchestra da 15 elementi o con una composizione elaborata. Adesso riesco a creare brani più asciutti e ad esserne comunque molto soddisfatto, cosa che fra l’altro è successa proprio con l’ultimo singolo.
Ultima domanda su Sanremo e poi passiamo oltre. Quando sei arrivato ultimo hai esultato, quando ne hai sentito il bisogno ti sei fermato. Quanto è importante, secondo te, ascoltarsi, celebrarsi anche quando si cade, e quanto credi che questo tuo atteggiamente sia stato di esempio positivo per chi ti segue?
Per me è stato fondamentale prendermi una pausa. Scrivere musica è un bisogno, è uno dei pochi momenti in cui mi sento di non star combattendo contro niente e nessuno, posso essere me stesso. Ma se non mi fossi preso del tempo per riflettere, per chiedermi voglio davvero fare musica? o sta diventando solo un lavoro? e per imparare a conoscermi, questa passione sarebbe diventata un automatismo. Poi non so se questo mio atteggiamento sia effettivamente stato un esempio positivo, l’ho fatto perché era quello che mi serviva; la mia speranza è sempre quella di poter crescere con i miei fan e non deluderli, è quella la cosa importante.
Parlando del tour 2025: sei stato in giro per mezza europa, dalla Svizzera, all’Inghilterra, passando per la Francia e la Spagna. Un artista italiano che si muove oltre confine è ormai una prassi (per fortuna!), ma fa sempre un certo effetto. C’è differenza tra quando si sale su un palco all’estero e qui a casa?
Io sul palco mi sento a casa e questo per fortuna prescinde da dove mi trovo nel mondo. Sicuramente è stata un’esperienza surreale esibirsi all’estero, una parte delle persone venute ai live in Europa non erano italiane ed è incredibile pensare che la mia musica riesca ad arrivare anche oltre le barriere linguistiche. Ogni concerto mi da qualcosa di diverso, che sia in Italia o in Belgio o in Francia, perché sono le persone a essere diverse.

Ti facciamo la stessa domanda, ma riferita a Genova, che molti considerano una città freddina, poco accogliente: sei stato qui nel 2023. Che ricordi hai di quella sera?
Non ricordo nessuna freddezza! Ho la fortuna di avere un pubblico estremamente caloroso, e l’affetto non è mancato neanche a Genova, quello lo ricordo bene. Non vedo l’ora di poterlo sperimentare di nuovo e di portarmi a casa un’altra esperienza vissuta qui.
Come vivi quando sei in tour?
I live sono sempre una scarica di adrenalina assurda, per cui quella sensazione di elettricità me la porto dietro per tutto il viaggio. Poi sono con la mia band, sono praticamente fratelli acquisiti, per cui ci divertiamo sempre insieme. Purtroppo non riesco a visitare troppo i posti in cui facciamo tappa, ci si sposta troppo in fretta, ma mi diverto un sacco in tour.
Ci racconti la storia dietro al tuo ultimo singolo, Bella Madonnina?
Bella Madonnina nasce da una serata di anni e anni fa, in cui mi sono trovato in giro per Milano senza telefono, senza amici, senza soldi, non potevo neanche prendere un taxi per tornare a casa e la metro era già chiusa. Quindi mi sono fatto compagnia immaginando di parlare con la Madonnina del Duomo.
Tra Sesso Occasionale e Tango, apparentemente due canzoni molto diverse tra loro, c’è un filo conduttore? Anzi, questo filo conduttore c’è in generale tra le tue canzoni?
Il punto di vista. Le mie canzoni sono raccontate attraverso il mio vissuto personale, per quanto comunque raccontino di esperienze comuni a più o meno tutti. Sono canzoni di tutti e per tutti, solo espresse tutte dalla medesima voce.
Di Paola Popa