Incontro con Maria Grazia Gerwien, pioniera del calcio femminile

Circolo Unificato dell'Esercito Cerca sulla mappa 15.00
Giovedì15Febbraio2024
Evento terminato

La parità tra uomo e donna passa anche dallo sport. Maria Grazia Gerwien, pioniera del calcio femminile, vincitrice nel 1968 del primo campionato italiano con la squadra del Genova ACF e campionessa europea con la maglia della Nazionale nel 1969, racconta la sua storia giovedì 15 febbraio 2024, ore 15, al Circolo Unificato dell'Esercito di Genova (via S. Vincenzo 68). Con questo incontro prosegue l’attività dell’Associazione 50&Più Genova, che ogni anno partecipa alle Olimpiadi invernali ed estive organizzate dalla sede nazionale, durante le quali i silver di tutta Italia disputano gare, sfidandosi in numerose discipline sportive in un contesto di sana e allegra competizione. Un’occasione d’incontro all’insegna della salute e del benessere.

Maria Grazia Gerwien oggi sarebbe una professionista, ma quando ha iniziato a seguire la sua passione il calcio era praticato solo dai maschi. «Ho iniziato a giocare da bambina - racconta - in un'età in cui la differenza di genere viene notata solo dagli adulti: mi piaceva moltissimo. Quando Sandra Revello pubblicò un annuncio per fondare una squadra di calcio femminile proprio a Genova, la mia città, a iscrivermi furono mia madre e mia sorella Corinna». Fu così che nacque l'Associazione Calcio Femminile Genova, con sede in via Canevari. Nella fila dell’ACF Genova, Maria Grazia nel 1968 vince il primo scudetto nella storia del calcio femminile italiano, segnando un gol fondamentale nella difficile partita dell'eguaglianza di genere. Nel 1969 entra in Nazionale e vince il Campionato Europeo, altro traguardo mai registrato nell'albo d’oro dell'UEFA per cui il calcio femminile non esisteva ancora. Nel '71 la carriera subisce uno stop per un brutto fallo di cui Gerwien, ala destra molto temuta, è vittima proprio durante una partita in maglia azzurra. Maria Grazia, ribattezzata "piccola Rivera", riprende a giocare nel '73 con il Piacenza (secondo posto in serie A), passa alla Sampierdarenese (secondo posto in serie B), e conclude la sua carriera nel Tigullio '72 (quarto posto nel campionato di serie A nel 1981).

Tutto questo senza alcun riconoscimento economico, sociale, persino assicurativo. Anzi, sarà proprio dopo il grave infortunio subito da Gerwien, che di mestiere faceva l’odontotecnica e dovette essere risarcita, che l’assicurazione fu resa obbligatoria. Solo i viaggi erano pagati. Per il resto era tutto a carico delle giocatrici, a volte persino il lavaggio delle maglie. In un mondo ostile a una donna con una passione considerata da uomini.

«Siamo lieti di ospitare un’atleta come Maria Grazia Gerwien - dice Brigida Gallinaro, presidente dell'Associazione 50&Più Genova - che con il suo esempio ha tracciato una strada su cui le generazioni successive hanno ottenuto il giusto riconoscimento di una concreta parità. Una direzione in cui non bisogna mai smettere di impegnarsi. Mi auguro che con il suo bagaglio di esperienze possa essere un modello per i giovani e di sprone ai tanti senior consapevoli della necessità di condurre una vita attiva, in cui anche il movimento e lo sport hanno un ruolo importante».

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