Palazzo Ducale a Genova, oltre a mostre ed iniziative, ospita anche forme d'arte forse ancora non troppo conosciute, come le installazioni sonore: proprio una di queste, dal titolo HUM III, diffonde le sue note sulla scalinata che scende dallo stemma di san Giorgio verso il cortile minore e vuole mettere in relazione le storie di resistenza collettiva con quelle della potenza marittima di Genova, del lavoro organizzato e delle lotte collettive della città.
Palazzo Ducale, Piazza Giacomo Matteotti e il Porto di Genova, lungo lo svilupparsi della storia cittadina, sono luoghi simbolo che hanno fatto da teatro a eventi storici, mobilitazioni popolari e politica, oltre che di lotte operaie.
L'installazione sonora HUM III, parola che in lingua urdu significa Noi, è composto da ronzii e vocalizzazioni prodotte a labbra chiuse e fa parte di una trilogia: il primo volume, HUM (2020), racconta il ruolo fondamentale dei prigionieri politici nelle lotte di liberazione, HUM II (2023) si focalizza sulla partecipazione e sulla leadership delle donne nei movimenti sociali, mentre l'ultimo capitolo, che fa da sfondo alle attività quotidiane di Palazzo Ducale da sabato 19 settembre fino a lunedì 5 ottobre 2026, è dedicato alle organizzazioni dei lavoratori portuali e delle comunità costiere a sostegno dei movimenti anticoloniali, anti-apartheid e contro la guerra
L'autrice di questa installazione è Hajra Waheed, artista e educatrice che si muove tra pittura, disegno, video e suono, scultura e installazione.
I suoi lavori sono stati esposti in tutto il mondo: Kunstinstituut Melly, Rotterdam (2026); 36ª Biennale di San Paolo (2025); 15ª Biennale di Shanghai (2025); Fragmentos, Bogotà (2025); Museum of Modern Art, Dublino (2024); Kiran Nadar Museum of Art, Delhi (2024); Biennale di Sharjah 15 (2023); Haus der Kulturen der Welt, Berlino (2023); Contemporary Art Museum, St. Louis (2023); Centre Pompidou, Parigi (2021); Portikus, Francoforte (2020); Biennale di Lahore 02 (2020); 57ª Biennale di Venezia (2017); e 11ª Biennale di Gwangju (2016). Detiene un BFA (laurea in belle arti), un master in Studi Culturali ed Educazione, e ha svolto ricerche di dottorato in Educazione Internazionale e Comparata. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla pratica artistica, ha insegnato a lungo e ha lavorato all’interno di movimenti di educazione popolare e informale, sviluppando pratiche di apprendimento collettivo. Vive e lavora tra Montreal e Yogyakarta.
Sara Alberani è la curatrice dell'installazione, che vive e lavora a Roma. Nel 2020 ha co-fondato LOCALES, una piattaforma dedicata a interventi site-specific e pratiche decoloniali nello spazio pubblico. Ha co-curato il collettivo Trampoline House a documenta fifteen, e la sua pratica curatoriale esplora le intersezioni tra ecologia politica, lotte del lavoro e giustizia sociale e climatica.
Recentemente ha curato (2025-26) la mostra Material for an Exhibition: Stories, Memories and Struggles from Palestine and the Mediterranean presso Fondazione Brescia Musei. I suoi progetti sono stati presentati in numerose istituzioni internazionali: documenta, La Biennale di Venezia, Manifesta, de Appel Amsterdam, Centro Pecci, Fondazione Brescia Musei, RomaEuropa Festival, Palazzo delle Esposizioni, Museo delle Civiltà, Istituto Svizzero di Roma, MANN, Museo Nazionale Romano, Real Academia de España en Roma, La Virreina Centre de l’Image, Short Theatre Festival. Attualmente sta indagando gli impatti dell’estrattivismo sugli ecosistemi acquatici del Nord-Est Italia e del Mare Adriatico come assegnataria della Tentacular Fellowship 2026–27 presso Ocean Space / TBA21-Academy, Venezia.
HUM III di Hajra Waheed a Genova è realizzato con il patrocinio del Comune di Genova, con il sostegno di Palazzo Ducale e del Canada Council for the Arts e in collaborazione con: CAP (Circolo Autorità Portuale), CALP (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali), Palazzo Bronzo, Cinemino Ad Astra e Radio Al Hara.