Camogli, riapre la Cooperativa Pescatori: dai prodotti del mare alle lavorazioni di una volta

Simone ed Ettore a Gambazza Simone ed Ettore a Gambazza

Genova, 07/08/2026.

Liguria terra di mare e di borghi che hanno tanto da raccontare. È un momento storico, sabato 8 agosto 2026, per la Città di Camogli. Alle ore 18 apre il nuovo punto vendita della Cooperativa Pescatori di Camogli. Non è soltanto l'inaugurazione di un negozio, ma il primo passo concreto della rinascita di un progetto iniziato molti anni fa e poi interrotto: riportare in vita il marchio della Cooperativa attraverso prodotti ittici di alta qualità, ricette legate alla tradizione camoglina e il sapere delle vecchie maestranze.

Il progetto è iniziato qualche mese fa, quando Paolo Silvestri, imprenditore che a Camogli risiede, fondatore di Pexto e Pesto per amore, che ha deciso di rilanciare la pesca laddove è sempre esistita. «Il percorso era nato insieme ad Alberto Gambazza, sviluppando ricette dedicate per il tonno lavorato sott'olio e per le acciughe. Le preparazioni sono state studiate a Camogli e successivamente affidate ad aziende italiane specializzate nella lavorazione ittica di alto livello. Oggi quel progetto è ripartito. Sono riprese la ricerca dei produttori, la selezione delle materie prime e la messa a punto delle ricette. L'apertura del nuovo negozio rappresenta il luogo nel quale questo lavoro verrà finalmente raccontato e presentato al pubblico». Ma la vera ripartenza, quella più emozionante e simbolica, va in scena nel cuore del centro storico di Camogli, al civico 14 di via del Porto. Nel vicolo dove un tempo si lavorava il pesce e dove è nata una parte importante della storia della Cooperativa. Qui Silvestri con Ettore Gambazza, Simone Gambazza e altri amici storici della cooperativa hanno ricominciato a preparare le acciughe sotto sale esattamente come si faceva una volta.

«Come per prenderci nuovamente la mano, abbiamo provato a fare il lavoro come si faceva una volta, in vista dell'inaugurazione di sabato 8 agosto. Ed è stato qualcosa di eccezionale e unico» - racconta Silvestri. Quasi in maniera beneaugurale Simone Gambazza, seduto su un vecchio sgabello degli anni Cinquanta, ha già iniziato a sistemare le acciughe nei contenitori e aggiungeva il sale. Poco più indietro, all'interno del piccolo magazzino, mentre Ettore Gambazza e altri pescatori pulivano il pesce, eliminando testa e interiora, per prepararlo alla salagione. Una scena semplice, quasi fuori dal tempo, che ha attirato l’attenzione dei passanti e ha trasformato per qualche ora il vicolo in un laboratorio a cielo aperto. Non si è trattato di una rievocazione organizzata per il pubblico, ma di un vero momento di lavoro. Un gesto concreto, ripetuto con le stesse mani, gli stessi movimenti e lo stesso sapere tramandato per generazioni. «Vedere nuovamente i pescatori lavorare insieme alle acciughe è stato come assistere alla riaccensione del cuore della Cooperativa. Non volevamo limitarci a recuperare un marchio o ad aprire un negozio. Vogliamo recuperare le persone, le ricette, i gesti e la memoria di una comunità che ha vissuto per secoli in rapporto con il mare».

Adesso la sfida passa dalla prova alla realtà di un locale pronto a lavorare. L'obiettivo è costruire una linea di prodotti a marchio Cooperativa Pescatori di Camogli, realizzati con materie prime italiane e con il supporto di aziende selezionate per esperienza, serietà e qualità della lavorazione. Accanto a questa produzione, il progetto prevede di mantenere a Camogli una piccola attività artigianale e sperimentale, affidata alle vecchie maestranze, per non perdere le tecniche tradizionali di preparazione del pesce. «Il nostro desiderio è fare in modo che il sapere dei pescatori non rimanga soltanto nei ricordi o nelle fotografie - prosegue Silvestri - Deve tornare a essere qualcosa di vivo, da vedere, da imparare e da trasmettere ai più giovani».

L'apertura del punto vendita di sabato 8 agosto è l'inizio di un percorso più ampio. Il negozio ospita i prodotti della nuova linea, ma vuole diventare anche uno spazio nel quale raccontare la storia della pesca camogliese, della tonnarella e delle persone che hanno costruito l’identità marinara della città. La prima immagine di questa nuova storia resta, però, quella di venerdì scorso: tre pescatori, un piccolo magazzino, uno sgabello degli anni Cinquanta, le acciughe appena pescate e il sale.

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