Francesco Guccini, foto dalla mostra Canterò soltanto il tempo
Genova, 06/08/2026.
Genova, quella giornata di luglio, d'un caldo torrido d'Africa nera, sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosferanera o blu l'uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia, facce e scudi da opliti, l'odio di dentro come una scabbia.
Questi sono i versi piazza Alimonda, brano di Francesco Guccini che il cantautore scrisse nel 2004 per ricordare i tumultuosi giorni del G8 del 2001. È solo uno dei tanti fili che legavano Guccini alla città di Genova, che oggi, giovedì 6 agosto 2026, giorno in cui l'autore di Eskimo ci lascia, assumono un significato ancora più profondo.
Francesco Guccini scompare a ottantasei anni e con lui se ne va uno dei cantautori più colti e apprezzati di sempre, che ha raccontato l'Italia delle lotte operaie, ma anche quella delle balere in cui si canta e si suona in allegria, magari con un buon bicchiere di Lambrusco in mano.
Nato a Modena e cresciuto a Pavana, nell'Appennino tosco emiliano, ha sempre mantenuto con Genova un rapporto speciale, fatto di ricordi di gioventù e canzoni scritte per raccontare alcuni dei fatti più epocali della città, come quelli accaduti durante il G8.
Mi piace scrivere canzoni, bere e far casino, aveva dichiarato qualche tempo fa e questo suo modo di essere, solo apparentemente ombroso, e la sua eredità musicale continueranno a influenzare la vita di tutti coloro che - poco importa se Dio è morto - si sentono raccontati da quel suo modo di scrivere così schietto e tagliente.
Tantissime le testimonianze di cordoglio da parte dei colleghi musicisti.
«Non ti ho mai perduto, con quanto amore, stai soltanto dormendo in fondo al mio cuore», Zucchero Sugar Fornaciari.
«Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame! Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori e nella nostra vita nell’eterna speranza di cambiamento tipica della nostra generazione… Mancherai al futuro e a tutti noi! GRAZIE FRANCESCO e un abbraccio alla tua famiglia riservata e sincera come la tua terra… Antonello», Antonello Venditti.
«Con la scomparsa di Francesco Guccini se ne va una parte fondamentale della storia del cantautorato italiano. Come mio padre, ha rappresentato una voce libera, capace di raccontare il nostro Paese con poesia, impegno civile e spirito di resistenza. La sua è una perdita immensa per la cultura italiana e per tutti coloro che nelle sue canzoni hanno trovato uno sguardo lucido, umano e vero sulla realtà. Ciao Francesco. Che la terra ti sia lieve» scrive Cristiano De André.
«Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene», Luciano Ligabue.
«Ciao Francesco, un abbraccio grande alla tua famiglia e buon viaggio a te. Sarai sempre qui, anche se in un’altra dimensione. Continua a scrivere!», PFM Premiata Forneria Marconi.
«Addio a una voce libera che ha saputo raccontare anche le ferite di Genova», ha infine aggiunto la sindaca di Genova Silvia Salis.
Le ferite di cui parla la sindaca sono quelle dei giorni del G8, ma anche quelle che hanno seguito la tragedia del crollo del Ponte Morandi: Guccini, insieme ad altri grandi artisti come Vasco Rossi, Zucchero e Mina, aveva partecipato al progetto Crêuza de mä pe Zêna, cantando l'inconica canzone di Faber in occasione dell'inaugurazione del nuovo Ponte San Giorgio.
I funerali del cantautore si terranno in forma strettamente privata, ma una nota della famiglia Guccini conferma che a settembre verrà organizzata una cerimonia commemorativa pubblica.
Di La Popa