Genova ©Paola Popa
Genova, 29/07/2026.
Meno ponti, più arrivi. Nonostante un calendario 2026 decisamente meno favorevole rispetto al 2025, la Liguria registra un aumento di arrivi e presenze nei primi mesi dell’anno, confermandosi la prima regione costiera italiana per crescita degli arrivi di turisti italiani. Se lo scorso anno la successione di festività – dalla Pasqua del 20 aprile al 25 aprile e al primo maggio – aveva favorito lunghi periodi di vacanza, quest’anno non si prospettavano occasioni analoghe. Eppure il turismo ligure ha continuato a crescere: da gennaio a maggio, gli arrivi sono stati 2.172.841, ben 162.566 più dello scorso anno (+8.09%). Le presenze sono salite a 5.998.044, con un incremento di 487.812 unità (+8,85%)
Significativi per comprendere l’efficacia del processo di destagionalizzazione in atto sono i seguenti dati:
«La Liguria è da tempo impegnata a valorizzare l’attrattività del proprio territorio tutto l’anno», commenta il presidente di Regione Liguria Marco Bucci. «Il Governo ha individuato la nostra Regione come capofila a livello nazionale del progetto Reg4IA per due settori: quello della riduzione delle liste d’attesa e quello della gestione dei flussi turistici grazie all’Intelligenza Artificiale. Dopo i dati positivi di Agenas che la settimana scorsa hanno reso merito all’impegno nel settore sanitario, oggi questi numeri ci confortano anche nel campo turistico. Grazie all’analisi predittiva dei flussi, il nostro obiettivo è il miglioramento dell’offerta turistica in ogni mese dell’anno, per far scoprire la nostra straordinaria terra non solo nei tradizionali mesi estivi. Come sempre considero ogni passo avanti non come una meta raggiunta, ma come nuovo punto di partenza per fare ancora meglio. Dopo essere stata la prima Regione italiana a recuperare i livelli pre-Covid già nel 2022, siamo consapevoli che ormai da cinque anni consecutivi la Liguria registra numeri in crescita nel turismo e non è facile superarsi ogni volta. Ma il lavoro portato avanti dalla nostra amministrazione e dai nostri tecnici, fa da stimolo a proseguire su una rotta positiva».
«Le politiche di destagionalizzazione attuate stanno ottenendo i risultati preventivati, come si evince da questi dati», aggiunge l'assessore al Turismo Luca Lombardi «le quasi 500 mila presenze in più in 5 mesi rispetto al 2025 sono un ottimo segnale della crescita della regione e della strategia intrapresa. L'aumento dei turisti stranieri è frutto della presenza della Liguria alle più importanti fiere internazionali del settore: quest'anno siamo stati a Utrecht in Olanda, Madrid in Spagna, Sydney in Australia, Monaco, Berlino e Francoforte in Germania, Lione in Francia, Oslo in Norvegia, Pechino in Cina e New York negli Usa».
«Un grande impulso», prosegue Lombardi «si è avuto anche dal Patto per il Lavoro nel Turismo, giunto alla nona edizione e firmato a gennaio con enti datoriali e sindacati. Aiutiamo imprese e lavoratori del settore con bonus assunzionali per un totale di 6 milioni di euro per stimolare la stipula di contratti a lungo termine o a tempo indeterminato: quest'anno le domande presentate sono state 585 per un totale di 2.425 contratti richiesti di cui 229 a tempo indeterminato. Inoltre abbiamo investito sugli eventi dei nostri meravigliosi borghi: nel 2026 sono 206 organizzati da Comuni, Pro Loco e associazioni locali, di cui un terzo programmati al di fuori dell’alta stagione estiva con un grandissimo ritorno in termini di presenze. Infine i turisti ci hanno scelto per tutte le attività outdoor da praticare anche nei mesi cosiddetti 'spalla': abbiamo investito nella rete dei cammini e delle ciclovie costruendo un’offerta che collega il mare con l’entroterra permettendo, grazie al nostro incomparabile clima, di vivere la Liguria per 12 mesi all’anno».
«L’analisi dei dati», conclude il professor Luca Sabatini, consulente statistico della Regione «ci consegna anche un interessante delta tra l'aumento degli arrivi (+8,09%) e delle presenze (+8,85%): con una permanenza media che registra un leggero incremento dello 0,7%, il maggior volume di turisti si traduce in un'espansione proporzionale dell'indotto economico complessivo per il territorio».