Stella Maris a Camogli ©Paola Popa
Genova, 27/07/2026.
Come la maggior parte delle feste che si tengono nei borghi marinari, anche la Stella Maris di Camogli affonda le radici in un tempo lontano, in cui i pescatori cercavano una protezione dall'alto per sfuggire ai pericoli del mare. A quel tempo le piccole imbarcazioni erano completamente prive di sistemi di sicurezza e coloro che lavoravano in mare si trovavano in completa balia degli elementi della Natura.
Per questo, già dal Quindicesimo secolo i pescatori iniziarono a rivolgersi alla Madonna, che nell'immaginario marinaresco prendeva le forme di una grande energia, la Stella del Mare, per assicurarsi un sicuro rientro a riva e dai propri cari.
La parente più prossima dell'attuale celebrazione della Stella Maris di Camogli è quella istituita nel 1924 dal parroco Don Nicolò Lavarello, rettore dell'Abbazia di San Nicolò di Capodimonte, che fu l'ideatore della processione di barche e canoe dirette all'altare della Madonna a Punta Chiappa.
Da allora, da oltre cent'anni, ogni estate ad agosto si attende la prima domenica del mese per rivivere questa affascinante tradizione, resa ancora più suggestiva dalla posa dei lumini in mare, un chiaro segno di venerazione verso il cielo che, in realtà, è tipica non solo della religione cattolico-cristiana, ma anche di quelle praticate in altri luoghi del mondo vicino al mare. In Brasile, ad esempio, nella tradizione afro-brasiliana i lumini in mare vengono posati in onore di Yemanjá, la divinità del Candomblè protettrice dei pescatori che, a seguito del sincretismo tra la religione di origine africana e del cattolicesimo è stata identificata con Nossa Senhora dos Navegantes.
Il clou della Stella Maris è la sfilata in mare delle imbarcazioni addobbate a festa che precedono il passaggio di quella che è considerata la vera star della serata, ossia U Dragun, una galea decorata che solca le onde di Camogli, concludendo una delle celebrazioni più sentite in tutto il Levante ligure.