Laghetti di Arenzano: escursione in val Lerone con la guida ambientale Davide Costa

Uno dei laghetti del torrente Lerone ©Ancila Mettekkatt Uno dei laghetti del torrente Lerone ©Ancila Mettekkatt

Genova, 24/07/2026.

Il caldo estivo mette a dura prova Genova e l'entroterra, con giornate sempre più lunghe e temperature elevate. In questo periodo trovare un luogo dove rinfrescarsi immersi nella natura può diventare una vera ricerca: non sempre, dopo una lunga camminata nei boschi, si ha la certezza di incontrare corsi d'acqua ancora vivi e laghetti dove fare una pausa.

Esistono, però, ancora angoli nascosti dove i torrenti continuano a scorrere e dove è possibile trascorrere qualche ora lontano dall'afa cittadina. Tra questi ci sono i laghetti della Val Lerone, sulle alture di Arenzano, all'interno del Parco Naturale Regionale del Beigua, una meta ideale per chi ama il trekking e vuole scoprire un lato più selvaggio del territorio.

Il trekking è stato organizzato dalla guida ambientale Davide Costa, esperto dei sentieri dell’entroterra genovese, che da anni accompagna gli escursionisti alla scoperta della storia, della natura e della biodiversità delle vallate liguri.

La Val Lerone è attraversata dall'omonimo torrente, che nel corso del tempo ha scavato la roccia creando piccole piscine naturali dall'acqua limpida. Per raggiungerle, però, è necessario affrontare un trekking di circa un'ora e un quarto solo all'andata, con un dislivello complessivo di circa 150 metri.


Val Lerone. Foto di Ancila Mettekkatt

Il percorso alterna tratti esposti al sole ad altri immersi nell'ombra del bosco. Il sentiero iniziale è lo stesso che conduce al famoso Lago della Tina di Arenzano, ma al bivio bisogna seguire la direzione di sinistra verso Ponte Negrone, proseguendo lungo un itinerario meno frequentato.

L'ultimo tratto è quello più impegnativo e avventuroso. Per raggiungere il primo laghetto è necessario attraversare alcuni guadi e superare brevi passaggi su roccia. Chi vuole arrivare al secondo specchio d'acqua deve, invece, tornare indietro e imboccare un sentiero poco evidente e non segnalato che scende ripidamente verso il torrente, affrontando anche in questo caso alcuni tratti aiutandosi con le rocce.


Ponte Negrone. Foto di Ancila Mettekkatt

Per questo motivo si tratta di un percorso consigliato a chi ha una buona abitudine al trekking e cerca un'esperienza più immersiva nella natura, lontana dai sentieri più turistici. La fatica viene ripagata dall'arrivo ai laghetti: piccoli angoli nascosti dove l'acqua fresca del torrente, il rumore della corrente e il verde circostante creano un’atmosfera di tranquillità, ideale per una pausa rigenerante nelle giornate più calde.


Laghetti del torrente Lerone. Foto di Ancila Mettekkatt

Durante l'escursione, Davide Costa racconta anche la storia della valle, le caratteristiche geologiche del territorio e la ricchezza della sua biodiversità, trasformando il trekking in un'occasione per conoscere più da vicino uno degli ambienti naturali più suggestivi del Ponente genovese.


Davide Costa. Foto di Ancila Mettekkatt

Chi sceglie di visitare questi luoghi deve però ricordare che la loro bellezza dipende soprattutto dal rispetto di chi li frequenta. Portare via i propri rifiuti, evitare comportamenti dannosi e lasciare l’ambiente così come lo si è trovato è il modo migliore per preservare questi piccoli tesori naturali anche per chi arriverà dopo.

Di Ancila Mettekkatt

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