Genova, rinasce Villa San Teodoro: accoglienza per i senza dimora e nuovo polo sociale

Villa San Teodoro ©facebook.com/agoracoop Villa San Teodoro ©facebook.com/agoracoop
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Genova, 22/07/2026.

È stata inaugurata Villa San Teodoro, lo storico immobile di via Dino Col 13, a Sampierdarena, oggetto di un intervento di riqualificazione finanziato con oltre 1,4 milioni di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e un ulteriore investimento di un milione di euro stanziato con fondi comunali.

A lungo inutilizzata, la struttura torna così a rappresentare una risorsa per Sampierdarena e per Genova, rinascendo come nuova stazione di posta e come presidio di comunità. L'obiettivo è offrire non soltanto risposte ai bisogni immediati delle persone senza dimora e in condizioni di fragilità, ma anche opportunità concrete di crescita, partecipazione e inclusione sociale. Villa San Teodoro si configura come uno spazio diurno aperto alla città, nel quale accoglienza, ascolto, orientamento, accompagnamento educativo e relazioni di comunità si integrano per sostenere percorsi personalizzati verso l'autonomia.

Il progetto di Villa San Teodoro

Le attività ospitate comprendono orientamento, assessment e case management, interventi di accoglienza condivisa, laboratori e iniziative sociali aperte anche al territorio. Il modello adottato segue una logica di welfare di comunità, con l’obiettivo di mettere in relazione le persone accolte con le risorse disponibili, le associazioni, le scuole e le altre realtà attive nel quartiere.

Villa San Teodoro ospita percorsi di Housing First e Housing Led, nei quali gli spazi di coabitazione rappresentano un importante strumento educativo. Gli appartamenti condivisi non costituiscono soltanto una risposta al bisogno abitativo, ma diventano luoghi in cui sperimentare autonomia, responsabilizzazione e convivenza, con il supporto di operatori ed educatori. Attraverso l'accompagnamento nella gestione della casa, delle relazioni, delle risorse economiche e della vita quotidiana, le persone vengono sostenute nella costruzione di un progetto di vita stabile e nell’acquisizione delle competenze necessarie al pieno reinserimento nella comunità.

Il progetto si inserisce in una più ampia strategia cittadina di contrasto alla grave marginalità, che punta a coniugare accoglienza, inclusione sociale, partecipazione e rigenerazione urbana, valorizzando il ruolo attivo della comunità locale e delle reti territoriali. Il nuovo polo si articola in un centro diurno, già operativo, e in un servizio di cohousing, attualmente in fase di preparazione. L’obiettivo è integrare l’accoglienza immediata con interventi di orientamento, accompagnamento e sostegno all’autonomia, attraverso percorsi costruiti in relazione ai bisogni delle singole persone.

Attività diurne di accoglienza

Il centro diurno offre un servizio ad accesso libero, mettendo a disposizione uno spazio protetto e non giudicante dedicato al primo ascolto e all’accoglienza. Attraverso un colloquio iniziale viene effettuata una valutazione preliminare dei bisogni, che prende in considerazione la situazione abitativa, le condizioni di salute, la situazione lavorativa e la disponibilità dei documenti.

Gli operatori forniscono quindi orientamento e accompagnamento concreto nell'accesso ai servizi presenti sul territorio, dalle mense ai dormitori fino agli uffici pubblici, supportando le persone nella gestione degli appuntamenti e delle pratiche. Nei casi più complessi, insieme alla persona interessata e ai servizi sociali viene elaborato un progetto personalizzato di case management.

L'accoglienza notturna

All'interno della struttura sono presenti sei appartamenti dedicati ai percorsi educativi di Housing First, che accompagnano le persone nella costruzione di un progetto di autonomia abitativa e sociale, riconoscendo nella casa il punto di partenza per il reinserimento e non un traguardo finale. Attraverso interventi educativi personalizzati, il supporto nella gestione della quotidianità e l’accompagnamento nelle relazioni, vengono promosse competenze, responsabilizzazione e inclusione nella comunità. Attualmente sono già ospitate sette persone.

È inoltre previsto un alloggio in coabitazione, nel quale gli ospiti potranno sperimentare autonomia, responsabilità e relazioni positive con il supporto costante di educatori e operatori sociali. Attraverso l’accompagnamento nella gestione della casa e della vita quotidiana, la coabitazione diventa uno strumento concreto di inclusione sociale e di preparazione a una piena autonomia abitativa. L’alloggio ha una capienza di sei persone e i primi ingressi sono previsti a breve.

Presidio di comunità

Il progetto prevede inoltre laboratori e iniziative formative, culturali e ludiche pensate per contrastare la solitudine e l’isolamento delle persone coinvolte. Tra le attività figurano l'orto sociale, il «pranzo in villa», percorsi di educazione digitale, cantoterapia e atelier espressivi.

Le attività di gruppo saranno accompagnate dalla costruzione di una rete stabile di collaborazioni con le istituzioni, le scuole della zona, le associazioni di volontariato e i gruppi sportivi. L'obiettivo è creare occasioni di incontro e dialogo, valorizzando le risorse già presenti nel quartiere. La collaborazione con il territorio rappresenta infatti una condizione essenziale per sostenere percorsi di inclusione efficaci, prevenire l’isolamento e la conflittualità e favorire una maggiore partecipazione alla vita della comunità.

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