Atti di resistenza. Le opere ritrovate di Adolfo Sentore in mostra a Palazzo Stella

©31, Face, 1975, Omaggio a Cassavettes, pastelli a olio su carta, cm 30x42 ©31, Face, 1975, Omaggio a Cassavettes, pastelli a olio su carta, cm 30x42
SATURA Palazzo Stella Cerca sulla mappa
DA Venerdì17Luglio2026
A Sabato25Luglio2026

Ingresso libero

Nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale Atti di Resistenza. Opere ritrovate di Adolfo Sentore, pittore situazionista genovese, recentemente scomparso, in una personale curata da Mario Napoli. 

L'esposizione riunisce sessantasei opere realizzate tra il 1971 e il 1981, offrendo per la prima volta una visione organica di una ricerca che si colloca coraggiosamente ai margini delle classificazioni convenzionali. Disegni, scritture, interventi grafici e composizioni visionarie costituiscono un vero e proprio archivio della coscienza contemporanea, in cui linguaggio verbale e visivo si fondono indissolubilmente.


©14, Wer spricht von Siegen _, 1975, china e pastelli a olio su carta, cm 24x32

"Esistono artisti che descrivono il proprio tempo ed esistono artisti che ne registrano le ferite. Adolfo Sentore appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La sua opera non nasce, infatti, dalla volontà di rappresentare il mondo, ma dall'urgenza di attraversarlo criticamente, di smontarne i codici, di metterne in luce le contraddizioni e le zone d’ombra” ha detto Mario Napoli.​

Sentore concepisce l'opera come strumento critico e non estetico, dialogando con l'Espressionismo tedesco e il Situazionismo europeo attraverso il détournement, la sovversione di simboli del potere. Nei suoi fogli crolla ogni gerarchia tra cultura alta e di massa: slogan, icone pop e citazioni di Rilke collidono nello stesso spazio visivo. Il percorso espositivo documenta un decennio di evoluzione interiore. L'aspetto politico di Sentore risiede in una raffinata "politica dello sguardo" che smonta continuamente immagini e slogan per sottrarli all'alienazione del consumo e restituirli allo spettatore come interrogativi radicali. Disegnare, scrivere, cancellare e sovrapporre diventano veri e propri atti di resistenza contro l'appiattimento dell'individuo a consumatore passivo.


© 5, Equilibrio bello, 1972, china su carta, cm 34x48

La mostra resta aperta fino al 25 luglio 2026 con orario dal martedì al sabato 15-19.

La mostra svela, inoltre, l'incredibile e complessa vicenda biografica dell'artista. Nato nel 1956 come Adolfo Sciaccaluga in una famiglia proletaria genovese, l'artista visse un legame simbiotico con il coetaneo Adolfo Profumo, rampollo dell'alta borghesia. Condividendo l'infanzia, i traumi personali (come il suicidio del padre di Sciaccaluga nel 1962), le letture esistenziali (da Bataille a Huysmans) e le prime manifestazioni politiche nel 1968, Sciaccaluga scelse infine di cambiare il proprio cognome in Sentore, per sentirsi più vicino all'amico. Successivamente, a soli 15 anni, iniziò a firmare i suoi disegni proprio come "Adolfo Profumo". Il loro legame, proseguito poi a New York negli anni '80 dove entrambi furono in analisi con lo psicoanalista Dr. Felix Brücke, viene approfondito nel volume monografico “ATTI DI RESISTENZA”, edito da Tzimtzum Publishing in occasione della mostra, che include le note cliniche e le testimonianze del Dr. Brücke stesso.

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