'Dove i zeneixi vàn 'n 'altra Zena fàn': storia e significato del proverbio genovese

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Genova, 13/07/2026.

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei proverbi genovesi più curiosi e celebri, e del loro significato. Sapete perché si dice 'Dove i zeneixi vàn 'n 'altra Zena fàn'? Una massima che riporta indietro nel tempo, esattamente nel Duecento, quando Genova era una 'grande' del Mediterraneo. Una città dal forte spirito mercantile e imprenditoriale, da rendere orgognosi i propri cittadini.

L'origine nei versi dell'Anonimo Genovese

Questo detto genovese nasce da una celebre quartina dell'Anonimo Genovese, poeta che scrisse in volgare genovese tra il 1291 e il 1311, e che fa parte della lunga poesia n. CXXXVIII ''De condicione civitatis Janue, loquendo con quedam domino de Brixia'' (sulla condizione della città di Genova parlando con un signore di Brescia). Ecco i versi, ripresi dal libro Proverbi Genovesi di Franco Bampi (A Compagna):

E tanti son li Zenoexi
e per lo mondo sì desteixi
che und'eli van o stan
un'atra Zenoa ge fan

La traduzione è letterale: E tanti sono i genovesi / e per il mondo così diffusi / che dove essi vanno o si fermano / formano un'altra Genova. 

Il significato: oltre 500 colonie nel Mediterraneo

Per comprendere questi versi occorre ricordare che in quel periodo, verso la fine del Duecento, Genova aveva un'espansione tale di traffici da essere la più importante potenza marinara del Mediterraneo (ovvero di tutto il mondo di allora). Per meglio trafficare, aveva fondato nell'Oriente una rete di colonie (che con linguaggio moderno sarebbe meglio chiamare piattaforme logistiche) costituite da un fondaco, cioè il magazzino, abitazioni e la chiesa.

Fatto importantissimo: tutte le volte che era possibile esse godevano di speciali esenzioni fiscali. Come è ampiamente documentato dai libri sull'argomento, Genova arrivò ad avere oltre 500 colonie nel cosiddetto Oltremare, l'Oriente. Questo dato spiega come mai l'Anonimo Genovese scrisse i versi citati sopra, immortali.

Di Andrea Sessarego

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