Amalfitano
Genova, 13/07/2026.
Gabriele Mencacci Amalfitano, in arte semplicemente Amalfitano è un artista che racchiude dentro alla sua musica un profondo senso di mediterraneità. Nelle sue canzoni si scorgono scampoli d'estate e di sole, proprio come nel suo brano Azzurrissimo, da cui parte la nostra chiacchierata telefonica, che precede il suo arrivo nella nostra città, in cui si esibirà sabato 25 luglio nell'ambito dell'edizione 2026 del Balena Festival, alternandosi sul palco dell'Axpo Arena del Mare al Porto Antico di Genova con I Cani, band che rappresenta una delle realtà più influenti della scena indie italiana.
Amalfitano parteciperà quindi all'estate musicale genovese e proprio in tema di bella stagione, Azzurrissimo è una canzone particolarmente azzeccata, perchè evoca tra le sue note la sensazione di relax e vacanza, ma anche quell'accenno di malinconia che a volte si avverte durante le infinite giornate estive: «Credo che questo sentimento sia proprio una parte essenziale del mio approccio verso la musica. Se dovessi chiudere gli occhi per immergermi in un ricordo probabilmente tornerei indietro agli infiniti viaggi in macchina con i miei genitori, nel momento in cui alla radio passava quella canzone che - in quell'istante - diventava ancora più bella. Stavo lì, con la testa sul vetro e facevo i miei primi ragionamenti profondi sulla vita, sulla grandezza delle cose. C'è un che di malinconico in tutto questo, ma in senso molto positivo, perchè ho sempre pensato che la malinconia fosse la parte felice della tristezza, quella più luminosa».
Amalfintano è morto (in senso metaforico) per 15 giorni e poi è tornato perché l'amore è, parafrasando il titolo del suo ultimo album (Sono morto x 15 giorni ma sono tornato perché l’amore è), uscito nel 2025. Chissà quale potrebbe la parola giusta per completare questo senso di sospensione alla fine della frase? «Azzurrissimo», risponde secco Amalfitano.«Non lo dico per autoincensarmi, ma è proprio così che lo immagino e non importa quanta sofferenza possa causare, perchè se si pensa solo a quello allora non è amore, ma è stare solo sul mercato. Quando parlo di amore, anche nelle mie canzoni, non intendo solo quello di coppia, ma anche quello nei confronti di un amico, dell'arte e di tutto quello che ci suscita una sensazione che però deve essere sempre incondizionata, altrimenti si perde il senso più intrinseco di un sentimento che è alla base del nostro essere vivi».
Sempre all'interno dell'album da questo titolo lunghissimo, che ricorda quasi quelli dei film di Lina Wertmüller, c'è un brano che sembra scritto appositamente per i concerti dal vivo, Aznavour: «Credo il live sia la parte principale del mestiere di musicista, perché quando si scrive una canzone - almeno a me succede così - si pensa immediatamente a quando la si canterà sul palco davanti ad un pubblico. Quando ero piccolo non mi sono mai immaginato a registrare canzoni, ma mi sono sempre immaginato a suonarle live. Ovviamente la registrazione in studio ha una grande importanza, ma sicuramente la parte dal vivo è quella che aspetto con più entusiasmo».
Come tutti i concerti, quindi, anche quello a Genova è quello che Amalfitano attende con impazienza: «Ho già suonato a Genova, ma nonostante questo non la conosco benissimo. Il fatto che sia una città di mare la rende affascinante ai miei occhi».
Amalfitano è nato a Roma e nella sua vita ha girato parecchio, trasferendosi per un periodo in un'altra città di mare, Palermo, che ha dato il nome ad un intero album, uscito nel 2022, mentre il 2026 è l'anno di Maledette parole, singolo dalle sonorità velatamente anni Sessanta, che però tratta di un argomento molto attuale, ossia la difficoltà di esprimere i propri sentimenti, nonostante la perenne connessione che caratterizza i nostri tempi: «Anche in questo caso credo che la musica e le canzoni possano venirci in aiuto. Nel mio caso metto nei testi delle canzoni quello che avrei voglia di sentirmi dire. Se parliamo di sentimenti come la paura, la tristezza o la devastazione, credo che una canzone possa essere curativa, un po' come tenere un diario, che puoi rileggere, ragionando a posteriori sulle tue sensazioni».
Nel caso di Maledette parole, come per Sono morto x 15 giorni ma sono tornato perché l’amore è, Amalfitano ha curato anche la parte grafica del suo progetto, dando libero sfogo al suo talento di illustratore: «Musica e immagini sono due vie separate che però partono dallo stesso immaginario, un po' come nel caso di un pentolone, quello degli stregoni. Dal liquido che ribolle è come se fossero presenti due fumi separati che poi si mischiano. Mi piace disegnare, mi piace tantissimo, mi aiuta a staccare il cervello, immergendomi in quella dimensione che viene chiamata scarabocchio. Lascio perdere le proporzioni, i chiaroscuri, ma trovo comunque un senso. Nel caso di Maledette parole ho immaginato una figura che balla in maniera disordinata su un tappeto di parole cancellate, proprio per dare l'impressione della difficoltà che possiamo trovare nell'esprimere i nostri sentimenti più intimi».
Uan difficoltà che, sicuramente, nella musica può trovare una valvola di sfogo, proprio come quando si canta a squarciagola durante i concerti o nei lunghi viaggi in macchina, in estate, con il vento che spettina i capelli.
Di La Popa