Don Paolo cede l'attività: il bar di Castelletto cerca una nuova gestione. Niente più granite?

La granita di Don Paolo La granita di Don Paolo

Genova, 07/07/2026.

Don Paolo cede l'attività: nello storico bar di Castelletto, quatiere da cui si può ammirare uno splendido panorama di Genova, il cartello parla chiaro e dopo quasi cinque decenni di granite siciliane, arancini e tante altre bontà, il titolare del locale, Paolo Di Pietro ha deciso di godersi il meritato riposo
 
Abbiamo incontrato Vittorio, il figlio di Paolo, che ci ha raccontato le motivazioni di questa decisione (guarda qui il video dell'intervista), diventata la notizia più bollente di questa prima settimana di luglio 2026, perché Don Paolo non è solo un luogo in cui gustare gelati o granite preparate ad arte, con quella cremosità ben lontana dalle enormi scaglie di ghiaccio dei prodotti industriali, ma rappresenta anche un luogo di incontro per differenti generazioni.
 
Sotto gli alberi di spianata Castelletto, che si raggiunge con l'ascensore omonimo, considerato un vero e proprio gioiello in stile Liberty, si trovano seduti ai tavoli di Don Paolo rappresentanti della Gen Z, ma anche Boomer, passando per Millennial e Gen X, tutti intenti a godersi una pausa di relax in un luogo che è ormai diventato un punto di incontro per tutto il quartiere e non solo.
 
Osservare le persone ai tavoli, gustando una granita al pistacchio o ai gelsi è un po' come ammirare un quadro impressionista, di quelli in cui sono raffigurate scene di pic nic nei parchi: una vita lenta di cui abbiamo sempre più bisogno, ma che ci appare sempre più irraggiungibile.
 
«Mio padre inizia ad avere una certa età», ci racconta Vittorio Di Pietro. «Tra breve compirà settantanove anni e - come per tutti a quel punto - arrivano gli acciacchi. Anche io, talvolta, mi sveglio con un dolore di schiena che magari il giorno precedente non avevo. Inoltre la burocrazia ha messo il carico da novanta. Quando papà sente parlare di mail o di Pec va in fibrillazione».
 
Probabilmente quando Paolo Di Pietro ha aperto il suo primo locale nel 1977, in via Pisacane, le procedure erano più semplici e non ci sentiamo di dargli torto. In ogni caso non tutto è perduto: «Finchè non troveremo qualcuno che ha voglia di continuare la storia di Don Paolo, le saracinesche rimarranno aperte, in attesa di un cambio di gestione».
 
Finora, quindi, arancini e granite alla mandorla, al melone e ai frutti di bosco, con panna o senza, sono salvi, ma per quanto ancora?
 
 

Di La Popa

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