Sigaretta elettronica ©sarahjohnson1 - Pixabay
Genova, 08/07/2026.
Aumenta l'utilizzo degli smartphone, cresce il consumo di alcolici nel weekend, si diffonde l'uso delle sigarette elettroniche e preoccupa la predisposizione alla ludopatia. Emergono inoltre segnali di allarme legati all'uso e abuso di psicofarmaci, all'incremento del consumo di energy drink e a una ridotta pratica dell'attività sportiva.
È questa la fotografia che emerge dall'indagine sugli stili di vita di 3.777 studenti e studentesse genovesi, di età compresa tra i 9 e i 24 anni, contenuta nel Report 2025-2026 realizzato dal Dipartimento Corretti Stili di Vita e Programmi di Comunità di ATS-ASL3, diretto dal dottor Gianni Testino, con la referente della funzionalità dipartimentale Patrizia Balbinot.
L'indagine è stata realizzata nell'ambito degli incontri di Educazione ai Corretti Stili di Vita promossi negli istituti scolastici della provincia di Genova e ha coinvolto complessivamente 20 scuole, 3.777 studenti (2.051 femmine) e 180 docenti. Nel dettaglio, il campione è composto da:
Uno degli elementi più significativi emersi riguarda il fatto che un numero rilevante di ragazzi mette in atto comportamenti a rischio o utilizza sostanze al di sotto dell'età consentita, evidenziando una diffusa esposizione a comportamenti illegali e potenzialmente dannosi per la salute.
Tra gli strumenti educativi adottati rientra il modello decisionale DECIDE, che aiuta gli adolescenti ad affrontare situazioni concrete legate all'uso di sostanze o ad altri comportamenti a rischio, guidandoli nell'analisi delle alternative, nella valutazione delle conseguenze e nella scelta delle decisioni più favorevoli alla salute e al benessere. L'indagine conferma come sul fronte della prevenzione sia necessario rafforzare gli interventi, sviluppando strumenti capaci di misurarne nel tempo l'efficacia e progettando percorsi sempre più aderenti ai rapidi cambiamenti sociali e ai nuovi fattori di rischio che interessano le giovani generazioni.
Gli istituti scolastici coinvolti nell'edizione 2025-2026 del progetto sono: Istituto di Cultura e Lingue Marcelline, Villaggio del Ragazzo, Istituto Comprensivo Nicolò Barabino, Liceo D'Oria, Istituto Vittorio Emanuele II-Ruffini (sede centrale e plesso di Sturla), Istituto Comprensivo Quinto-Nervi, Istituto Comprensivo Quarto (Strozzi), Liceo Luigi Lanfranconi, Istituto Comprensivo Voltri I e Voltri II, Istituto Comprensivo Albaro, Istituto Comprensivo Centro Storico, Liceo Statale P. Gobetti, Istituto Comprensivo Busalla, ITP Chiavari AP Giannini, Istituto Comprensivo Rivarolo, Istituto Comprensivo Maddalena-Bertani, Istituto Maria Ausiliatrice e Istituto Comprensivo Quezzi.
«I dati che emergono da questa indagine ci consegnano una fotografia delle nuove fragilità che interessano le giovani generazioni e rappresentano un richiamo all'azione per tutte le istituzioni - sottolinea Massimo Nicolò, assessore regionale alla Sanità - L'aumento dell'utilizzo degli smartphone, il consumo precoce di alcolici, la diffusione delle sigarette elettroniche, il rischio di ludopatia e gli stili di vita sempre più sedentari richiedono una strategia di prevenzione strutturata e continuativa. Come Regione Liguria crediamo che la prevenzione sia il primo investimento per la salute dei cittadini e sosteniamo con convinzione i programmi di educazione ai corretti stili di vita promossi da ATS-ASL3, perché è tra gli 8 e i 13 anni che si costruiscono la consapevolezza e la capacità di compiere scelte responsabili. Il coinvolgimento di scuole, famiglie e comunità locali è fondamentale per offrire ai ragazzi strumenti concreti per crescere in modo sano e consapevole».
«L'attività di prevenzione deve essere continua e ripetuta nel tempo - spiega il dott. Gianni Testino, Direttore del Dipartimento Corretti Stili di Vita e Programmi di Comunità di ATS-ASL3 - La nostra esperienza dimostra che gli interventi più efficaci sono quelli realizzati tra pari e avviati precocemente, nella fascia di età compresa tra gli 8 e i 13 anni; secondo alcuni autori sarebbe opportuno iniziare addirittura dalla scuola dell'infanzia».
«Si tratta di un'indagine importante - dice il Direttore Generale di ATS Liguria, Marco Damonte Prioli - perché restituisce una fotografia aggiornata degli stili di vita delle giovani e dei giovani genovesi e accende un campanello d'allarme che non può essere sottovalutato. Questo lavoro conferma l'attenzione che ATS Liguria e ASL3 dedicano alla promozione della salute e alla prevenzione dei comportamenti a rischio».
«Questo focus mette al centro le problematiche che interessano il mondo giovanile - aggiunge il Direttore Socio Sanitario di ATS Liguria, Pierluigi Vinai - Spesso determinati comportamenti sono legati al bisogno di evasione, a disagi psicologici o alle dinamiche del gruppo dei pari. La nostra missione è promuovere il dialogo con scuola, famiglia e istituzioni affinché i ragazzi possano trovare punti di riferimento positivi e strumenti adeguati per affrontare le difficoltà».