Amiu Genova: quella plastica che stiamo buttando male (e come rimediare)

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Contenuto in collaborazione con AMIU Genova

Genova, 06/07/2026.

C'è un momento nella giornata di quasi tutti gli italiani in cui ci si ferma, oggetto in mano, e si fissa il bidone con un'espressione che tutti noi abbiamo avuto. Non è indecisione. È il dubbio legittimo di chi ha capito che la plastica non è tutta uguale e non lo è davvero, purtroppo per noi.

La raccolta differenziata della plastica è una filiera che funziona anche se la plastica fa di tutto per rendere le cose difficili. Non è un materiale solo: è una famiglia numerosa e litigiosa di polimeri diversi, ognuno con le sue caratteristiche e il suo percorso.

A mettere ordine e fare andare d’accordo questa famiglia c'è Corepla, il consorzio nazionale che coordina la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica, garantendo che quello che raccogliamo nei comuni come Genova e negli altri 37 dove AMIU svolge i suoi servizi ambientali abbia una destinazione reale e non sparisca nel nulla.

Il percorso, una volta che la plastica finisce nel posto giusto, è preciso. Gli impianti di selezione identificano e separano i diversi tipi di polimero, le aziende di riciclo li trasformano in granuli di materiale rigenerato. Da quei granuli escono nuovi imballaggi, fibre per abbigliamento tecnico, componenti per l'edilizia. Non tutto torna a fare la bottiglia ma quasi tutto torna a fare qualcosa di utile, che è già una buona notizia.

Corepla stipula accordi con i comuni e i gestori dei servizi ambientali per assicurare che la raccolta abbia un valore economico reale. È questo che tiene in piedi il sistema: non solo la buona volontà dei cittadini e il loro impegno, ma una filiera con numeri che funzionano.

Anche qui, però, vale una regola: la qualità conta. Imballaggi svuotati - non serve sciacquarli, nessuno lo chiede - tappi lasciati sulle bottiglie, e soprattutto niente plastica dura, giocattoli rotti o oggetti misteriosi nel contenitore giallo. E quel contenitore non è un ufficio ''oggetti smarriti'', dove deve finire praticamente tutto quello che è “fatto” di plastica.

La plastica è un materiale giovane, nato nel Novecento, e per molti decenni nessuno si è posto troppe domande su cosa farne una volta usata. Adesso le domande ce le dobbiamo porre e basta un po’ di attenzione per trovare le risposte, magari consultando il sito di AMIU.

E basta ricordare che tutto comincia sempre lì: davanti al bidone, con una bottiglia in mano, tre secondi di attenzione. Alla fine non è poi così difficile.

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