Pietro Montandon
Giovedì 9 luglio, Piazza San Matteo di Genova ospita Lunaria o il sogno del Viceré, spettacolo tratto dall'omonima favola di Vincenzo Consolo, nell'ambito del Festival in una notte d'estate – percorsi: L'architettura della parola tra la Natura e l'Altro. Il testo, vincitore nel 1985 del Premio Pirandello, fu realizzato in prima nazionale da Daniela Ardini e Giorgio Panni nel 1986 e da allora è stato ripreso in numerose versioni in Italia e all'estero. La produzione è di Lunaria Teatro, con costumi di Maria Angela Cerruti, scene di Giorgio Panni e Giacomo Rigalza, e tecnico luci e fonica Stefano Gualtieri e Luca Nasciuti.
La regia di Daniela Ardini punta a ricondurre l'opera alle sue matrici originarie: il cunto e l'opera dei pupi. Un solo attore, Pietro Montandon — per lunghi anni interprete nella compagnia Mummenshanz — dà voce e gesto a tutti i personaggi, assumendo il ruolo di narratore-cuntista. La storia è ambientata in una Palermo di fine Settecento: il Viceré, turbato da un sogno in cui la Luna cade dal cielo, si trova coinvolto in una serie di eventi che attraversano la corte, una Contrada senza nome e l'Accademia dei Platoni Redivivi, fino all'epilogo in cui il pezzo mancante della Luna viene ricollocato al suo posto. Dal punto di vista linguistico, il testo accosta italiano in diversi registri, siciliano, dialetto gallo-italico, spagnolo e latino, configurandosi come un crogiolo di lingue e stili che spaziano dal lirico-poetico allo scientifico. La scenografia disegna in modo astratto la corte del Viceré e la Contrada senza nome, mentre il gioco musicale è arricchito da effetti sonori sulle voci di Montandon.