Falò di San Giovanni Battista a Genova: il potere del fuoco e il suo significato attraverso i secoli

Falò © Pixabay Falò © Pixabay

Genova, 22/06/2026.

La notte di San Giovanni Battista ha un fascino tutto particolare in molte parti d'Europa, ma soprattutto a Genova, che lo ha eletto santo patrono della città nel lontanissimo 1327. San Giovanni si festeggia il 24 giugno anche se, piuttosto che la giornata in sé, è la notte che la precede a custodire riti millenari e antiche tradizioni, fra religione e culti popolari in un continuo mescolarsi e sovrapporsi.

Una di queste, oltre alla preparazione dell'Acqua di San Giovanni, è l'accensione di un enorme falò. Il fuoco, dalle origini dell'Umanità ha sempre avuto un'importanza centrale nelle società, soprattutto quelle tradizionali contadine che vivevano di agricoltura, seguivano il ciclo delle stagioni e che quindi avevano sviluppato culti agresti che ritornano anche ai giorni nostri.

Il fuoco è simbolo di purificazione e - ovviamente - di luce. Non è infatti un caso che anche durante l'antico Samhain celtico irlandese, l'embrione da cui nacque l'attuale Halloween, il fuoco avesse un ruolo centrale, di elemento che rischiarava l'oscurità, ma che simboleggiava anche il passaggio tra le stagioni. 

Nel caso di San Giovanni Battista, più precisamente nella notte tra il 23 e il 24 giugno siamo lontani da Halloween, ma il senso del fuoco rimane lo stesso: segnare il passaggio alla stagione estiva, pochi giorni dopo il solstizio del 21 giugno.

Per raccontare la storia del santo patrono della città dobbiamo tornare indietro di secoli, fino al Medioevo, periodo di frequenti pestilenze, in cui il potere purificatore del fuoco era importantissimo per la sopravvivenza di uomini e donne. Nonostante il passare incessante del tempo, l'accensione del falò è un rito che non cessa di esistere e a Genova e - proprio nella notte tra il 23 e il 24 giugno -  piazza Giacomo Matteotti ospita un grande fuoco, che rischiara la notte e dà ufficialmente inizio all'estate.

Una tradizione molto sentita è quella di scrivere su dei biglietti di carta tutto ciò che si vorrebbe lasciare al buio e dimenticare, gettandolo poi nel fuoco, che con la sua forza purificatrice lo ridurrà in cenere e lo spargerà nel vento, per un nuovo inizio, dando la possibilità di ricominciare, finalmente liberi e libere da ciò che ci ha recato preoccupazioni o dispiaceri durante i mesi precedenti.

La storia del falò di San Giovanni è la testimonianza che le storie, i riti e le tradizioni popolari sono un continuo rincorrersi e alternarsi: poco importa lo scorrere del tempo, ciò che è radicato nei popoli troverà sempre il modo di manifestarsi.

Di P.P.

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