Ugo Dighero ©Sara Ciommei
Giovedì 14 maggio 2026 (ore 21), il Teatro Comunale di Sori ospita Ugo Dighero, in scena con Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame. È forse la più famosa fabulazione di Dario Fo, quella che l’ha reso celebre in tutto il mondo: lo spettacolo-contenitore che volava sulle giullarate medievali per planare come un falco sulla satira politica. Torna in scena oggi nella vibrante interpretazione di Ugo Dighero: un omaggio al Premio Nobel che mostra ancora intatta la sua grande forza comica. Prevendita attiva presso la Pro Loco di Sori o su mailticket.it; per info: 0185 700681.
Lo spettacolo
Di quel patrimonio di invenzioni si fa carico l'attore genovese, che propone la sua versione di due celebri passi del Mistero buffo. A partire da Il primo miracolo di Gesù bambino, monologo che affonda le sue radici nei Vangeli Apocrifi e diventa una parabola di popolare sensibilità. Il secondo è il travolgente La parpaja topola, tratto dal Fabulazzo osceno del 1982, storia di un contadino sempliciotto cui va in sorte l’eredità del padrone. E lui, misogino e scorbutico, si trova circondato da aspiranti spose.
Al di là delle vicende e delle trame, le fabulazioni sono terreno impervio per ogni attore: creazione di linguaggi fantastici, tra dialetto e grammelot, storie scabrose che si mutano in miracoli poetici, i testi di Mistero buffo richiedono all’interprete doti non usuali, capacità camaleontica di evocare mille personaggi, di coniugare Medioevo e presente, di tenere un occhio sul testo e uno sull’improvvisazione. Come ha spiegato Ugo Dighero: «Sono affabulazioni in cui chi racconta interpreta anche tutti i personaggi che dialogano tra loro, quindi bisogna usare tutte le tecniche, soprattutto la commedia dell’arte, con le maschere. Se gestisci tutto ciò, è come sedersi al volante di una Ferrari che bisogna saper guidare, ma va che è una meraviglia».