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Genova, 06/05/2026.
Si è riunita, nella Sala Rossa di Palazzo Tursi, la Commissione congiunta 1 e 4 per l'esame delle modifiche al Regolamento degli artisti di strada. Il documento, frutto di un lungo percorso di ascolto che ha coinvolto uffici tecnici, Polizia Locale, associazioni di categoria, residenti e gli stessi artisti, punta a superare le rigidità del passato attraverso un modello di gestione dinamico e partecipato.
La novità principale riguarda la suddivisione del territorio comunale in due zone con regole differenziate. Il Centro Storico di Genova, identificato con la buffer zone dell'UNESCO (corrispondente al perimetro delle mura cinquecentesche), manterrà una regolamentazione più stringente. In quest'area resterà obbligatoria la prenotazione delle postazioni, con una gestione attenta delle emissioni sonore per tutelare la quiete pubblica e le attività commerciali in un tessuto urbanistico estremamente denso. Al di fuori di questo perimetro, il regolamento diventerà invece più snello: non sarà più necessaria la prenotazione e verranno concessi orari e fasce di esecuzione più ampi, favorendo la diffusione della cultura performativa in tutta la città.
Dall'analisi tecnica emersa in Commissione, si evidenziano alcuni punti cardine che modificheranno la pratica quotidiana delle esibizioni:
L'Assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari, sottolinea come l'obiettivo non sia quello di limitare l'arte, ma di armonizzarla con la vita quotidiana della città: «Siamo arrivati a questa proposta dopo un percorso estremamente corposo e un confronto franco con tutti i soggetti interessati - dice in aula l'assessore - L'obiettivo non è semplicemente normare, ma trovare un punto di equilibrio equo tra la vivibilità dei residenti, le necessità dei commercianti e il valore dell'arte performativa come attività lavorativa di valore per il territorio. Per il Centro Storico, data la sua conformazione urbanistica così densa e delicata, abbiamo scelto di ricalcare il perimetro della buffer zone UNESCO: qui manteniamo una regolamentazione attenta, con stalli prenotabili e una gestione puntuale delle emissioni sonore, pronti però a diradare o spostare le postazioni laddove si creino criticità acustiche documentate. La vera svolta è l'introduzione di una flessibilità strutturale: non vogliamo un regolamento immobile che richieda complessi iter burocratici per ogni minima variazione, ma uno strumento vivo. Attraverso il ripristino del Tavolo Permanente, l'amministrazione avrà l'obbligo di confrontarsi con le categorie almeno due volte l'anno, permettendoci di adattare le regole all'evoluzione delle necessità del tessuto territoriale».
Conclude Montanari: «Anche sulle distanze dai luoghi di culto abbiamo scelto il buonsenso: passare a una franchigia di 15 metri in assenza di funzioni religiose significa restituire alla città spazi straordinari, come la piazzetta delle Vigne, che oggi sono paradossalmente interdetti all'arte di strada. Vogliamo regole più chiare e sostenibili, perché solo così possono essere davvero rispettate da tutti».
La seduta del 6 maggio 2026 non chiude il confronto. L'aula ha infatti stabilito di programmare un’ultima commissione specifica dedicata alla ricezione di eventuali emendamenti. Una volta integrati i suggerimenti definitivi, il testo passerà in Giunta per la delibera e, infine, approderà in Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva.