Addio a Giovanna Cerruti Schiaffino: «Sei stata maestra di vita per me e per tanti genitori»

Giovanna Cerruti Schiaffino © facebook.com/laura.santini.946 Giovanna Cerruti Schiaffino © facebook.com/laura.santini.946

La mattina di domenica 26 aprile è mancata Giovanna Cerruti Schiaffino. Durante la sua vita è stata insegnante nella scuola primaria, ispirata dalla pedagogia montessoriana. Lascia i figli Barbara e Simone Schiaffino.

Pubblichiamo il saluto a Giovanna Cerruti di Laura Santini, direttrice responsabile di mentelocale.it.

Genova, 28/04/2026.

Ciao Giovanna Cerruti,
ho cominciato questo saluto già molte volte e nessun inizio mi pare quello giusto.

E, poi, così, improvvisamente, smetto di guardare ad ogni singola parola e sento il tuo sguardo. Si accende sorridente e rassicurante su di me, come tante volte è successo. Una calma e una sensazione di accoglienza e persino di gioia mi pervade.

Il tuo sguardo attento e in ascolto era sempre già un insegnamento. Mi arriva anche ora e già mi pare che senza troppe parole il tuo incoraggiamento mi sproni con affetto e mi guidi.

Non c’è mai, né c’era mai, il semplice giusto o sbagliato, c’erano i modi possibili di fare, dire, agire, relazionarsi e imparare. Così conducevi le tue classi e i genitori, stando in generoso ascolto.

Sei stata maestra di vita per me e tanti genitori prima di me, oltre ad essere maestra della mia bimba e di tante/i altre bimbe e bimbi alla scuola primaria.

Maestra montessoriana convintamente progressista ché nessun metodo ha senso fuori contesto. Tantomeno un metodo sperimentale e a misura di bambina/o come quello di Maria Montessori.

Ricordo ancora quando mi hai mostrato i preziosi materiali in legno e illustrato il metodo incentrato sull’autonomia dell’apprendimento e sulla differenza. Ogni bambina e bambino è diverso, ha i suoi tempi, le sue capacità, radici e contesti di crescita. Un vissuto che si porta dentro e dietro, che facilita o blocca il suo percorso e sviluppo. Non bisogna avere fretta. Né imporre il proprio modo o fare. Sceglieranno loro e si tratterà di guidarle/i, ma facendo un passo indietro tutte le volte che li si affianca. Lezione non facile che mi ha guidata sempre.

Ricordo i tuoi meravigliosi progetti legati alla costruzione e mantenimento di una biblioteca a scuola. Un luogo dove bimbe e bimbi ma anche genitori e autrici/autori potessero incontrarsi e conoscersi. Dove il tempo scuola potesse diventare un’immersione nel meraviglioso mondo dei libri, delle storie, del sapere da scoprire sfogliando pagine, a volte fatte di sole figure, per narrazioni ricche ma con parole da immaginare una ad una nella propria fantasia.

Ricordo il tuo modo di intendere lo spazio come stimolo in sé. Fosse la classe o un angolo della biblioteca. Ricordo l’importanza delle uscite sul territorio, alla scoperta della città e di tutto quanto sta al di là delle mura scolastiche spesso normative e poco stimolanti.

Ricordo il tuo saper capire chi avevi di fronte restando aperta e in ascolto e quindi capace di trovare un modo per valorizzare quanto di percepisce in potenza. Sapevi sempre trovare un ruolo anche a chi era troppo timido o troppo invadente per restituire a tutte/i spazio espressivo. Così si abbassa rabbia e frustrazione e si tira fuori il meglio da ognuna/o e anche il gruppo ne beneficia.

Sei stata un’intellettuale felicemente dinamica mai quieta e sempre ispiratrice di nuove imprese e nuove narrazioni. Nuovi incontri e nuove opportunità di collaborazione.

Ricordo i concorsi a cui facevi partecipare le/i tue/tuoi allieve e allievi. Uno su tutti era legato al segnalibro, un altro modo per coinvolgere e stimolare l’immaginazione di bimbe e bimbi. Un medium non tipico nel contesto scolastico, ma ottimo tanto quanto e, forse, persino di più di altri media, proprio per la sua atipicità a favorire il libero creare e immaginare di bimbe e bimbi e consentire loro di raccontare libri e storie.

D’altra parte il saper fare non è mai stato disgiunto nel tuo condurre la classe. In un processo teso a favorire l’autonomia e l’autoapprendimento, dove tutti i sensi possano essere coinvolti per esplorare e capire agendo con curiosità e felicità analitica.

E poi le tante situazioni delicate che ci hanno viste discutere fasi e passaggi non facili per arrivare a una risoluzione, la migliore possibile a misura di bambina/o. Eri già una donna e una professionista molto esperta quando ci siamo conosciute, mentre io nei miei primi trent’anni correvo dietro a un futuro che mi pareva spostarsi sempre un po’ più in là.

Non mi pare di riuscire a salutarti davvero perché hai lasciato messaggi universali che tengo in tasca come preziose pietre parlanti levigate con cura dalle onde del mare che mi continuano a sussurrare all’orecchio.

Ciao cara Giovanna e ciao caro Gualtiero che mi avete stimolato tanto tra le pagine di quella letteratura per l’infanzia di cui ero già una lettrice vorace e collezionista appassionata. Ah Gualtiero, ci vorrebbe un altro preciso saluto per ricordare la sua forza intelligente, il suo dinamismo e il suo grande umorismo.

Ciao cara Giovanna, ciao Gualtiero e un grande abbraccio a Barbara Schiaffino che con grande sensibilità e competenza ha preso le redini di ANDERSEN, la rivista e il premio dei libri per ragazzi continuando ad esercitare quella curiosità culturale e progettualità diffusa che così bene vi rappresenta, coniugando le vostre grandissime qualità in modo personale e autentico.

Laura Santini

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