Giulia, principessa di Napoli

Monastero di Santa Chiara Cerca sulla mappa
Domenica25Ottobre2026

Domenica 25 ottobre alle ore 20.45 presso il Monastero di S. Chiara via Lagustena 58g cancello, Genova appuntamento con la rassegna La Voce e il tempo con il concerto, Giulia, principessa di Napoli con Laura Zecchini soprano, e con Talenti Vulcanici: Hermine Horiot violoncello, Giovanni Bellini liuto, Federico Bagnasco contrabbasso, Stefano Demicheli clavicembalo e direzione. Angela Di Maso drammaturgia e Giuliana Carbone voce narrante. La consulenza musicologica è a cura di Paologiovanni Maione, trascrizioni di Pier Carmine Garzillo.

Ammaliatrice e stratega come poche, Giulia De Caro – detta Ciulla – iniziò la sua lotta pubblica rincorrendo un’indipendenza e un’onorabilità non concessale dagli umili natali, contando sulle proprie forze e le proprie strabilianti doti di attrice-cantante e amante. Nata nell’affollata insula della Pignasecca il 13 luglio 1646, ben presto comprese che poteva contare solo su sé stessa valorizzando e monetizzando tutto quanto era in suo possesso: attraverso le virtù del suo corpo eloquente avviò una doppia carriera che la vedrà appellata come «comediante cantarinola armonica, puttana» nelle cronache del 1671, mentre andava realizzando, gradualmente e tenacemente, il suo progetto di sdoganamento per una vita all’insegna del rispetto e della riservatezza.

La fascinazione di questa donna al culmine del proprio percorso è tratteggiata nelle pregevoli cantate del principe Giovanni Cicinelli, testimoni dell’abilità tecnica e fascinatoria legata alla trasmissione degli affetti in pagine tese a “giocare” con occorrenze care all’immaginario poetico del tempo ma anche a ironizzare sulle critiche avanzate da un mondo “misogino” e ostile.

Paologiovanni Maione ha ricostruito un itinerario storico e musicale intorno alla figura di “Ciulla della Pignasecca” ovvero Giulia De Caro, che verso la metà del Seicento fu celebre cantante, impresario d’opera e anche prostituta d’alto bordo, capace di conquistare il vicerè e trasformarsi dunque nella vera ‘principessa’ di Napoli. Questa attività multiforme non durò più di sette anni, dal 1669 al 1676. Il clou della carriera di Giulia si era registrato negli anni precedenti, quando aveva interpretato i capolavori teatrali del più grande maestro napoletano del secolo, Francesco Provenzale: Lo schiavo di sua moglie (1672) e Stellidaura (1674, replica 1675). Furono questi a darle il successo come cantante, favorendone l’ascesa ad impresario del Teatro di San Bartolomeo. Era la seconda volta che una donna assumeva quell’incarico. Oltre alle opere, alla bella Giulia furono dedicate anche numerose cantate, come quelle composte dal principe di Cursi, Giovanni Cicinelli, un altro dei suoi amanti illustri, rimaste manoscritte nella Biblioteca del Conservatorio di Napoli, qui presentate per soprano e basso continuo.

Argomenti trattati

Newsletter EventiResta aggiornato su tutti gli eventi a Genova e dintorni, iscriviti gratis alla newsletter

-->