La vista dal Monte Pracaban © Paola Popa
Genova, 27/04/2026.
A cavallo tra Liguria e Piemonte, il Monte Pracaban è un'oasi di pace, sospesa tra le nuvole, sullo spartiacque tra due regioni che per gli amanti del trekking spesso possono riservare delle sorprese.
Questa zona, che si raggiunge facilmente con la macchina, oltrepassando i Piani di Praglia, non è frequentatissima e questo può essere un bene, vista la tranquillità che si incontra in questi luoghi, ma anche un sintomo della poca curiosità dei camminatori, che talvolta preferiscono sentieri più battuti, ma ormai leggermente sopravvalutati.
Il Monte Pracaban è una piccola chicca che, una volta scoperta, rimane nel cuore. Ecco allora come raggiungerla, per godersi una giornata immersi nella Natura, su un percorso facile e praticamente privo di difficoltà, adatto quindi a tutti e a tutte, ma con una altissimo tasso di bellezza paesaggistica.
Si tratta di un trekking segnalato con un livello T, ossia Turistico, quindi veramente semplice; se poi ci aggiungiamo un dislivello di soli 200 metri e un tempo di percorrenza di un paio d'ore all'andata e altrettante al ritorno, il sentiero del Monte Pracaban, rappresenta una buona alternativa per chi ha voglia di sgambettare senza troppi pensieri.
Il punto di partenza, all'interno del Parco Naturale della Capanne di Marcarolo, in provincia di Alessandria, è raggiungibile solo in macchina ed è il Rifugio Nido del Biancone. Non una vera e propria baita di montagna, ma un semplice casetta: basta attraversare la strada ed ecco le indicazioni per il Monte Pracaban. Il segnavia da seguire è quello dei tre pallini gialli pieni, il sentiero è il 413, ma è praticamente impossibile perdersi.
I primi quattrocento metri sono su asfalto, fino all'imbocco del sentiero, che si trova proprio sulla destra. Basta attraversare un cancello ed eccovi pronti per partire. Proprio qui si trova una piccola fattoria, con un cavallo, due cani da guardia (sono buonissimi, abbaiano solo perché vedono passare le persone) e una piccola area pic nic, dotata di sdraio e spazio per gustarsi un panino.
Le aree attrezzate punteggiano tutta la prima parte del sentiero, tra gli alberi, rendendo la passeggiata ancora più rilassante. Dopo una iniziale discesa, si inizia a salire, ma molto dolcemente, lungo un sentiero ricco di tornanti molto ampi, che permettono di godersi un panorama aperto sul Piemonte. A proposito di questo, il toponimo Pracaban è di derivazione dialettale piemontese e significa prato delle capanne.
Come già accennato, in circa due ore si arriva sulla cima e anche in questo caso si tratta di una vetta molto dolce, ampissima, che permette di sdraiarsi sull'erba con il naso all'insù, per ammirare le nuvole che passano e una vista spettacolare sul Piemonte.
Per tornare alla base si percorre lo stesso sentiero, anche se si scende direttamente dalla cima, per poi ricongiungersi con il percorso effettuato per salire.
Unica pecca: a volte il vento tira forte, ma lo spettacolo delle nuvole che passano e creano ombre sull'erba vale lo sforzo.
Di P.P.