RIFF 2026: a Sestri Levante torna il festival del cinema indipendente

© Riviera International Film Festival © Riviera International Film Festival
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DA Martedì05Maggio2026
A Domenica10Maggio2026

La decima edizione del Riviera International Film Festival si terrà dal 5 al 10 maggio 2026 a Sestri Levante. Da dieci anni il festival si conferma come una realtà indipendente dedicata a ospitare film e storie capaci di uscire dalla comfort zone. Non è un caso, dunque, che il claim scelto per questa edizione sia No Risk, No Stories.

In linea con questo spirito, Sestri Levante accoglierà numerosi filmmaker in arrivo, come ogni anno, da tutto il mondo. Gli autori saranno protagonisti dei tre concorsi in programma, che vedono sfidarsi le opere dirette da registi under 35.

Il prestigio della manifestazione è testimoniato poi dalla presenza di grandi nomi del cinema internazionale, tra cui Matthew Modine, Stephen Frears e Saja Kilani, protagonista del film La Voce di Hind Rajab. A questi si aggiungono alcuni tra i più noti e amati esponenti del panorama italiano, come Claudio Amendola, Laura Morante, Luca Argentero, Maria Grazia Cucinotta, Antonia Liskova, Lucia Ocone, Caterina Murino, Cristiana dell'Anna, i registi Silvio Soldini e
Giovanni Veronesi, il produttore e presidente della giuria film Nicola Giuliano, la sceneggiatrice Barbara Alberti e l'attivista e presidente della giuria documentari Florent Beauverd e le stelle emergenti, tra cui Alvise Rigo, Alessio Lapice, Letizia Arnò, Andrea Arru e i giovani interpreti di Gomorra – Le Origini.


Gli ospiti del Riff festival 2026 © Riviera International Film Festival

I film, i documentari e i corti in concorso

Sono 47 i paesi di ogni continente rappresentati dalle pellicole in concorso al Riff dalla prima edizione nel 2017 a oggi, e 14 solo quest’anno, tra I film e documentari che verranno proiettati a ciclo continuo al Cinema Ariston. Dei dieci film in gara, tutti diretti da registi under 35 come, da sempre, impone il regolamento del festival, ben nove saranno in anteprima italiana. A prevalere è il genere drammatico, cui appartengono i tedeschi Karla di Christina Tournatzès, A fading man di Welf Reinhart, Six weeks on di Jacqueline Jensen, l'estone Fränk di Tõnis Pill, il lituano Renovation di Gabriele Urbonaite e lo spagnolo Fury di Gemma Blasco; entrambe statunitensi le due commedie, Idiotka di Nastasya Popov e Fior di Latte di Charlotte Ercoli; dalla Guadalupa arriva il crime Zion di Nelson Fox, infine il thriller Legionario, di David ed Eric Cummings, è una coproduzione anglo-francese.

Nove anteprime italiane su dieci anche tra i documentari, scelti per il loro valore in ambito sociale e ambientale tra produzioni in arrivo da Canada, Stati Uniti, Brasile, Australia, Svizzera, Inghilterra, Ucraina, Belgio e anche Italia. I temi trattati spaziano dalla desertificazione in Eat more trees di Arne Forcketyn, al rapporto tra allevatori e sistema industriale in Breaking Big Food di Cole Uphaus; dalla tutela della fauna selvatica in Trade secret di Abraham Joffe, avvincente denuncia del commercio illegale delle pellicce di orso polare, e in Rhino di Tom Martiensen, dedicato alla lotta per salvare i rinoceronti neri dall'estinzione; fino all'attenzione per animali più vicini a noi come i cani randagi della Sardegna, emergenza documentata da Attraverso i nostri occhi di Marco Marras.

Second Wind, di Masha Kondakova, è invece una storia di speranza, resilienza e volontà indomabile dai campi di battaglia ucraini al tetto dell'Africa. Iceman, di Corina Gamma, offre uno sguardo personale sulla vita di Koni Steffen, glaciologo scomparso nel 2020 tra i crepacci della Groenlandia; John Lipscomb, irascibile ma appassionato guardiano del fiume Hudson, affida le sue riflessioni a The keeper di Jon Bowermaster mentre le vite diversissime ma ugualmente straordinarie di due donne, infine, ispirano Agatha's Almanac di Amalie Atkins, l’esistenza solitaria e lontana dalla modernità di una novantenne, e Yanuni di Richard Ladkani, incentrato sulle vicende di Juma Xipaia, capotribù indigena dell’Amazzonia.

Oltre ai lungometraggi di finzione e ai documentari, il Riff propone inoltre la terza edizione del concorso riservato ai cortometraggi, mai affollato come quest’anno: sono infatti 17 le opere, sempre provenienti da tutto il mondo, visibili gratuitamente l’8 e il 9 maggio al convento dell’Annunziata: tra questi, da segnalare My father’s daughter con l’interpretazione di Cristiana dell’Anna, già protagonista di Gomorra – La Serie; I do, diretto dalla modella e attrice Nina Seničar; e Clay, di Kevin Haefelin, prodotto da Matthew Modine.

II programma della manifestazione si presenta particolarmente articolato, offrendo un'ampia varietà di workshop, proiezioni ed eventi collaterali. Per consultare nel dettaglio tutti gli appuntamenti in calendario, è possibile fare riferimento al programma completo del Riviera International Film Festival 2026 disponibile sul sito ufficiale della manifestazione.

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