Mostra Mimmo Rotella 1945-2005 © Francesca Baroncelli
Genova, 23/04/2026.
«Strappare i manifesti dai muri è l'unica rivalsa, l'unica protesta contro una società che ha perduto il gusto dei mutamenti e delle trasformazioni strabilianti». Così Mimmo Rotella, uno dei grandi protagonisti dell'arte italiana e internazionale del Novecento, ha raccontato le sperimentazioni che lo hanno reso famoso dagli anni '50 in poi.
Oggi, a vent'anni dalla sua morte, Palazzo Ducale lo celebra con la mostra Mimmo Rotella. 1945-2005, curata da Alberto Fiz, realizzata in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella e prodotta e organizzata da MetaMorfosi Eventi.
La mostra, visitabile dal 24 aprile al 13 settembre 2026 e allestita nelle sale del Sottoporticato di Palazzo Ducale, racconta la complessità e l’attualità dell'arte di Rotella in oltre sessant’anni di attività dell’artista. Sono oltre 100 le opere esposte, provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private.
Rotella è l'artista della ricerca e della sperimentazione, che esprimeva attraverso la tecnica del décollage nelle sue diverse declinazioni. Rotella strappava manifesti pubblicitari stratificati dai muri, creando nuove immagini attraverso la sovrapposizione e la rimozione. Lo strappo si imponeva come atto assoluto e dirompente sull'opera d'arte: un gesto al tempo stesso estetico e politico, capace di aprire nuovi varchi alla percezione e di mettere a nudo la verità nascosta dietro le immagini del consumo.
Questo desiderio di andare oltre la superficie, indagando la materia nei suoi aspetti più profondi, ha condotto l’artista, negli anni Ottanta, verso le sovrapitture, senza rinunciare al confronto con il graffitismo, così come negli anni Sessanta aveva saputo misurarsi con la Pop Art.
La mostra dedica, inoltre, uno spazio alle tele emulsionate in bianco e nero realizzate durante gli anni di piombo, in cui Rotella abbandona l’universo delle celebrities per confrontarsi con uno dei momenti più drammatici della storia italiana.
MIMMO ROTELLA 1945-2005 Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sottoporticato, 2026 Ph Mattia Meirana Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
Non manca infine un riferimento a Genova, città nella quale Rotella ha realizzato per l’ultima volta Il rito della lacerazione, una performance nel corso della quale l'artista ha strappato i manifesti dai muri, compiuto nell’ottobre 2004 in occasione della mostra Arti e architettura 1900-2000, curata da Germano Celant per Palazzo Ducale. Un raro frammento dell’happening viene presentato in mostra insieme a fotografie e a un documento filmato dell’evento.
Tra le opere in mostra spicca Marilyn (1963), una delle immagini più iconiche della ricerca di Mimmo Rotella. Realizzata l’anno successivo alla scomparsa della diva, l’opera segna il momento in cui Marilyn Monroe diventa presenza autonoma e simbolica all’interno della sua indagine artistica.
Un approfondimento particolare mette in dialogo due opere del 1963 dedicate a John F. Kennedy, assassinato a Dallas il 22 novembre dello stesso anno: Viva America e Hommage au President. In quest’ultima opera emerge con particolare evidenza la riflessione di Rotella sulla società di massa e sui suoi meccanismi di banalizzazione dei contenuti, fino ad accostare il volto di Kennedy all’immagine di un gelato, in un cortocircuito visivo che rivela la forza critica della sua ricerca.

MIMMO ROTELLA 1945-2005 Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sottoporticato, 2026.
Ph Mattia Meirana Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
Ecco gli orari e i giorni di apertura della mostra a Palazzo Ducale: da martedì a domenica, dalle 11 alle 19 (la biglietteria chiude un’ora prima).
Di Francesca Baroncelli