©Chiara Alloisio
Dopo i concerti di Genova e di Borgio Verezzi, accolti con grande calore dal pubblico, l'Assemblea Musicale Teatrale torna in scena per la festa della Liberazione con un concerto-spettacolo dedicato a Sergio "Cencio" Alloisio, partigiano ovadese e co-fondatore della band.
Sabato 25 aprile 2026, al Teatro Rina e Gilberto Govi (ore 17) lo spettacolo, prodotto da ATID, ha il patrocinio e il sostegno del Consiglio Regionale-Assemblea Legislativa della Liguria, del Comune di Genova - Municipio V Valpolcevera, di ANPI Comitato provinciale di Genova, e ha il sostegno di Coop Liguria. Grazie per la collaborazione al Teatro Rina e Gilberto Govi. A questo link è possibile acquistare i biglietti gratuiti (o inviare una e-mail a biglietteria@teatrogovi.it o recarsi al Govi la sera stessa del concerto). Attenzione, il concerto è alle 17 e non alle 16.
Sul palco: Gian Piero Alloisio (voce, chitarra, armonica e kazoo), Gianni Martini (chitarre e voce), Bruno Biggi (chitarre e voce), con il contributo di Claudio De Mattei (basso), Claudio Andolfi (batteria e voce) e Lorenzo Marmorato (piano, tastiere e fisarmonica).
Le canzoni dell'Assemblea Musicale Teatrale rivelano, oggi, una sorprendente attualità, quasi un fascino profetico. Il programma include alcuni dei brani più rappresentativi della carriera della band (Marilyn, una versione inedita de I ricchi, Ribellarsi è giusto, America, La nostra storia, Lager, La fattoria degli animali, Gli indiani, Mohammed). La serata sarà arricchita dalle testimonianze in video dei partigiani Mirella Alloisio, Pasquale "Ivan" Cinefra e Mario "Aria" Ghiglione.
Chi era Sergio "Cencio" Alloisio
Tra il 1943 e il 1945, il giovane partigiano ovadese Sergio "Cencio" Alloisio combatté nelle file dell'Ottava e della Decima Divisione di Giustizia e Libertà, create dal padre Giovanni "Luigi" Alloisio, prima nel Monferrato e poi nelle Langhe. Durante la guerra, la sua famiglia fu duramente colpita dai nazifascisti: Sergio venne arrestato dalla Gestapo insieme al fratello Remo "Pinocchio" Alloisio - poi vice presidente dell'ANPI provinciale di Genova - e alla madre Margherita Bausola, mentre la sorella Stefania, la partigiana "Bianca", era ricercata. Alla Benedicta, i cugini Claudio e Renato Pesce furono catturati, deportati a Mauthausen e lì uccisi.
Nonostante tutto, nell'immediato dopoguerra Sergio scelse la strada della riconciliazione: scrisse e allestì La pietra filosofale, un grande spettacolo di rivista - scenette umoristiche, canzoni coreografate, comici, orchestra e balletto - a cui aderirono quasi tutti i giovani di Ovada, al di là delle divisioni politiche e ideologiche. Un gesto culturale dal basso, foriero di speranze concrete per il futuro.