25 aprile a Genova: il programma degli eventi e il corteo per celebrare la Liberazione

Palazzo Ducale © Ettorre - gregorio/wikimedia modificato da gemini Palazzo Ducale © Ettorre - gregorio/wikimedia modificato da gemini

Genova, 15/04/2026.

In occasione dell'81esimo Anniversario della Liberazione, Genova si prepara a celebrare il 25 aprile 2026 con numerosi eventi che animeranno la città anche nei giorni precedenti.

Le consuete celebrazioni istituzionali saranno accompagnate, per la prima volta, da un Festival della Liberazione chiamato ERAORA. L'obiettivo non è ridimensionare l'importanza della Liberazione, ma al contrario aumentare l'interesse verso il Venticinque aprile, soprattutto tra le fasce demografiche più giovani. Il festival ha quindi il compito di parlare a tutte le età, tramandando la memoria in anni come questi, in cui i protagonisti fanno sempre più fatica a raccontare.

Gli appuntamenti istituzionali

Il Comune di Genova inizia le celebrazioni giovedì 23 aprile, quando alle 10 si terrà il tradizionale incontro con gli studenti a Villa Migone. Sono previsti i saluti istituzionali della sindaca Silvia Salis e di Alessandro Clavarino, dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria. Interverranno, tra gli altri, Giacomo Ronzitti, presidente dell’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, la giornalista e scrittrice Donatella Alfonso, e Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli Cervi, fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943 al poligono di Reggio Emilia. Saranno presenti i familiari dei firmatari dell’Atto di resa e dei protagonisti della trattativa.

Venerdì 24 aprile alle 8.30 al Cimitero di Staglieno, la cerimonia di deposizione delle corone nel Campo israelitico.

Alle 9, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, si terrà il convegno di studi La chiesa del Cardinale Pietro Boetto e i cattolici nella Resistenza genovese, promosso da ILSREC Raimondo Ricci con Arcidiocesi di Genova, Università di Genova e Ufficio scolastico regionale per la Liguria: una giornata di approfondimento dedicata al ruolo della Chiesa genovese e del mondo cattolico nella Resistenza, con una sessione mattutina sulla figura di Paolo Emilio Taviani e la presentazione del volume Breve storia dell’insurrezione di Genova, e una sessione pomeridiana sui cattolici e i sacerdoti nella Resistenza

Sabato 25 aprile alle 8.20 al Cimitero di Staglieno si formerà il corteo per la deposizione delle corone ai monumenti dedicati agli internati e deportati nei lager nazisti e, a seguire nel Sacrario Trento e Trieste e nel Campo Caduti Partigiani, dove alle 8.50 sarà celebrata la Messa in suffragio.

La giornata continua in piazza della Vittoria (lato via Cadorna), con la formazione del corteo, che partirà alle 10.15 accompagnato dalla musica della Filarmonica Sestrese. Verranno deposte le corone al Sacrario Caduti Partigiani presso il Ponte Monumentale, dove verrà letta la motivazione della Medaglia d’oro al Valor Militare e dell’Atto di Resa. A seguire, verranno deposte le corone anche in largo Pertini.

Il corteo arriverà alle 11.15 in piazza Matteotti dove, dopo i saluti della sindaca di Genova Silvia Salis e del presidente di Regione Liguria Marco Bucci, verrà pronunciata l’orazione commemorativa a cura della storica e scrittrice Benedetta Tobagi.

Inoltre, dalle 9 alle 19 l’Istituto Mazziniano-Museo del Risorgimento effettuerà un’apertura straordinaria con ingresso gratuito e l’esposizione dell’originale Atto di Resa delle truppe tedesche, firmato a Genova il 25 aprile 1945.
Sono previste due visite guidate, su prenotazione al numero 010 5576431.

Gli appuntamenti culturali con ERAORA, il Festival della Liberazione di Genova

Per il logo dell'evento sono stati consultati vari archivi storici e i richiami sono chiari: un fiore, una stella e i colori dell'Italia. Per quanto riguarda il nome, invece, sono state unite due parole (era e ora) che risuonavano spesso nei momenti successivi alla Liberazione.


Nome e logo del Festival della Liberazione di Genova

Il festival, nel dettaglio, sarà un evento diffuso che attraverserà il centro storico con un unico percorso tra piazze, chiostri e spazi urbani, trasformando la Liberazione in un’esperienza culturale condivisa. Musica, scrittura pubblica, letture, podcast, laboratori, teatro e pratiche collettive animeranno sette tappe del centro di Genova, da piazza Don Gallo a piazza Sarzano, con una proposta di particolare rilievo anche per la qualità e il profilo degli ospiti coinvolti. Tra questi, Dennis Bovell, Handson Family con Vanessa Freeman, Luca Misculin de Il Post, oltre ai progetti musicali e performativi di Electromermaids, Lilith, Forevergreen, Genova Hip Hop Festival, ManinMarassi, Festa del Sole e RTM:

Accanto al programma istituzionale, il calendario delle iniziative culturali prenderà il via martedì 21 aprile alle 21 alla ClaqueTeatro della Tosse con Gabbiani Partigiani di Generazione Disagio, a cura dei Giardini Luzzati.

Mercoledì 22 aprile alle 18, ai Giardini Luzzati, ospite d’onore sarà Adelmo Cervi, che racconterà la storia della sua famiglia. A seguire, andrà in scena Cenere di Marco Rinaldi, spettacolo che riporta al centro alcuni capitoli meno noti della Resistenza ligure. Parteciperà la sindaca Silvia Salis. La serata si concluderà con il DJ set Reggae e Resistenza.

Giovedì 23 aprile alle 19, nella Sala Rossa di Palazzo Tursi, sarà la volta di Fuente de la Libertà, lettura scenica di teatro civile sulle donne della Resistenza ligure, tratta da un testo di Ivano Malcotti e con la regia di Laura Sicignano, che coinvolgerà consigliere e assessore del Comune di Genova insieme alle artiste Antonella Loliva e Francesca Marsella. Nella stessa serata, alle 21.30 ai Giardini Luzzati, Ascanio Celestini porterà in scena Radio Clandestina, spettacolo che riflette sul rapporto tra storia, memoria e racconto pubblico a partire dall’eccidio delle Fosse Ardeatine.

Venerdì 24 aprile il programma teatrale si diffonderà in più luoghi del centro storico con gli spettacoli a cura di Teatro della Tosse, TIQU e Auditorium Strada Nuova: Flauto Magico alla Sala Campana del Teatro della Tosse; Dio ti vede Stalin no in Piazzetta Teresa Mattei; Libertà, spettacolo itinerante con partenza da Piazza Banchi; Zona franca al Teatro Internazionale di Quartiere; Il circo delle bolle di sapone in su alla Sala Trionfo del Teatro della Tosse; Mi abbatto e sono felice nel Chiostro di Sant’Andrea o alla Claque in Agorà.

Sempre venerdì 24 aprile, nell’ambito di ERAORA, Piazza San Giorgio ospiterà Podcast live – Memoria e narrazione, incontro pubblico con Luca Misculin de Il Post e registrazione dal vivo di un episodio dedicato alla Liberazione di Genova.

Sabato 25 aprile alle 18.30, in piazza San Matteo presso lo spazio QUASI CASA (Young Caritas), andrà in scena Storie vere di Libertà con i Teatranti Nautici, a cura dell’Istituto Nautico San Giorgio e della compagnia teatrale Liberitutti, iniziativa promossa dal progetto FAMI. In serata, alle 21 ai Giardini Luzzati, è in programma il concerto di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, con apertura di Nugara.

Nella giornata del 25 aprile, ERAORA animerà il centro storico con un programma diffuso che toccherà più piazze e luoghi simbolo della città. In Piazza Don Gallo sarà allestito uno spazio dedicato a bambine, bambini e famiglie, con lo spettacolo Lo zaino del Partigiano, laboratori, musica e attività partecipative. In Piazza della Cernaia si alterneranno musica live e DJ set con Noite, Tommi Scerd, Giorgio Canali, FiloQ e Ale Bavo. Piazza Valoria ospiterà invece un percorso dedicato alla parola condivisa, tra scrittura pubblica, letture e interventi musicali.

La programmazione di ERAORA proseguirà in piazza degli Embriaci, con Liberation as a Worldwide Connection, progetto musicale di Liguria Transatlantica con Dennis Bovell e Handson Family feat. Vanessa Freeman; nel Chiostro di Sant’Andrea, con Electromermaids, rassegna tra scena cantautorale genovese e musica elettronica, con DJ set di Randomplay e live che vedranno coinvolti, tra gli altri, Max Manfredi e Irene Buselli; e in Piazza Sarzano, dove il Genova Hip Hop Festival, insieme a ManinMarassi, Festa del Sole e RTM, proporrà workshop di DJing, writing, breaking e attività aperte al pubblico.


Giacomo Ronzitti, Silvia Salis e Lorenzo Garzarelli durante la conferenza stampa

«Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia ritrova la libertà e assapora la democrazia dopo gli anni bui della dittatura e della guerra - dichiara Silvia Salis - per la nostra città, inoltre, è una ricorrenza che ha un significato ancora più profondo: dobbiamo sempre ricordare con orgoglio che Genova è Medaglia d’oro al Valor Militare per la Resistenza, è stata la prima città del Nord a liberarsi da sola dal nazifascismo e l’unica in Europa in cui un corpo d’armata tedesco si è arreso alle formazioni partigiane. È una pagina straordinaria della nostra storia civile e democratica, che ci affida la responsabilità di fare della memoria una coscienza viva, condivisa e capace di parlare al presente e alle nuove generazioni. Per questo abbiamo voluto costruire un programma diffuso, che sappia anche parlare linguaggi diversi e coinvolgere generazioni diverse. Ricordare la Liberazione significa custodire i valori che hanno fondato la nostra democrazia e la nostra Costituzione, senza mai dimenticare il prezzo pagato da chi ha combattuto per restituire la libertà al nostro Paese. Celebriamo, quindi, il 25 aprile con la ferma convinzione che sia una data che continua a parlare ai nostri giorni e a mettere solide fondamenta per il nostro futuro».

«Il 25 aprile non è solo una ricorrenza, ma un momento che traduce la memoria necessaria in una partecipazione attiva, consapevole, di coinvolgimento culturale e civile. Per questo abbiamo voluto affiancare ai momenti della cerimonia, quest’anno, diverse proposte di carattere artistico e culturale capaci di parlare a tutte le generazioni, intrecciando memoria storica e linguaggi contemporanei, perché la Liberazione continui a essere un patrimonio vivo, condiviso e profondamente attuale. A permeare, come uno spirito vivo, la vita quotidiana della città e dei cittadini», commenta l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari.

«Abbiamo lavorato per portare l’intera città dentro questa ricorrenza, trasformando piazze e spazi pubblici in luoghi vivi di incontro, spettacolo e partecipazione. I grandi eventi diffusi rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare il senso di comunità e rendere Genova protagonista di una celebrazione aperta, inclusiva e coinvolgente», aggiunge il consigliere delegato ai Grandi Eventi Lorenzo Garzarelli. «Abbiamo voluto costruire un vero e proprio festival del 25 aprile, capace di rendere omaggio alla storia e all’identità della nostra città attraverso un’offerta ampia e articolata (artistica, culturale, musicale e sportiva) valorizzando i teatri e le realtà del territorio. L’obiettivo è stato quello di proporre occasioni di qualità, pensate per coinvolgere tutte le generazioni e intercettare interessi diversi, affinché ciascuno possa sentirsi parte di questa importante celebrazione».

«Il nesso inscindibile tra Resistenza, Repubblica, Costituzione è a fondamento dell’ordinamento democratico repubblicano che le italiane e gli italiani scelsero con il referendum del 2 giugno 1946. La scelta repubblicana e l’elezione Costituente che redigerà la nuova costituzione della Repubblica vide per la prima volta riconosciuto il diritto di voto alle donne che fecero così compiutamente il loro ingresso nella vita pubblica ad esse precluso da una cultura conservatrice e oscurantista che per secoli le vide relegate nello stereotipo di riproduttrici e di angeli del focolare domestico. Questo diritto non fu una concessione calata dall’alto, ma una conquista che le donne si guadagnarono sul campo partecipando attivamente alla Resistenza armata e civile che le vide protagoniste assolute. Per queste ragioni nell’Ottantesimo della Repubblica questo 25 Aprile deve essere l’occasione non solo per celebrare la rinascita democratica del Paese, ma per recuperare pienamente i caratteri pluralistici e unitari della lotta di liberazione e il ruolo che ebbero le donne a lungo disconosciuto anche dalle stesse forze resistenziali. Ciò è tanto più importante in quanto la parità di genere è cardine fondamentale dell’ordinamento civile del nostro Paese, la quale deve ancora essere pienamente riconosciuta non solo formalmente, ma in primo luogo nella coscienza civile e democratica di ogni cittadino rimuovendo ogni pregiudizio e discriminazione», afferma Giacomo Ronzitti, presidente dell’ILSREC, l’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea.

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