Botteghe storiche a Genova: Antiquariato Arduino in via Garibaldi, tra gioielli e bigiotteria vintage

Caterina Ottomano nel suo negozio © Nicola Dongo Caterina Ottomano nel suo negozio © Nicola Dongo

Genova, 26/03/2026.

Passeggiando per via Garibaldi, tra Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, mi sono imbattuta in un negozio che profuma di un’altra epoca, una realtà con una storia lunga di oltre un secolo e mezzo, fatta di oggetti antichi, passaggi generazionali e passione per il vintage. Si tratta di Antiquariato Arduino, una delle botteghe storiche di Genova, nata nel 1870 grazie ad Alberto Arduino, orafo specializzato nella lavorazione della filigrana. 

«Alberto Arduino era un orafo, faceva filigrana e ha fondato la sua attività nel 1870 incorso Torino», racconta Caterina Ottomano, l’attuale titolare. L’attività si sposta in via Garibaldi nel 1907, dove ancora oggi mantiene il suo fascino storico: «Quando si sono resi disponibili questi locali, sotto il terrazzo di Palazzo Bianco, Alberto ha aperto qui il negozio. Questa sede ha più di cento anni». 


Entrata di Antiquariato Arduino. Foto di Ancila Mettekkatt

Alla scomparsa del fondatore, l’eredità passa alla figlia Maddalena, che prosegue nel solco della tradizione: «Ha continuato a vendere le filigrane di famiglia, oggetti e accessori, mantenendo la linea originale». Negli anni, i prodotti della bottega arrivano anche sulle navi da crociera, consolidando una clientela variegata e internazionale. 

L’attuale gestione inizia nel 2010, quando il negozio passa di mano dopo decenni di attività delle precedenti proprietarie: «Siamo la terza gestione: prima Maddalena Arduino, poi le sorelle Pasquario e infine noi».


Bigiotteria. Foto di Nicola Dongo

Tra gli oggetti passati tra queste vetrine, molti sono oggi rari: «Sono passati da qui tanti pezzi di gioielleria e bigiotteria dell’Ottocento, ma anche Art Déco degli anni Trenta, che sono quelli che preferisco», dice Caterina. Tra questi, anche creazioni particolari: «Per esempio spille Art Déco prodotte da una ditta parigina che non esiste più, la Fabon, disegnate da Jakob Bengel, legato al movimento Bauhaus».


Spilla Art Déco di Fabon di Parigi. Foto di Ancila Mettekkatt

Non solo gioielli: agli inizi dell’attuale gestione c’è stato anche uno spazio dedicato alla numismatica. «All’inizio trattavamo monete e medaglie, perché mio marito è appassionato. Poi abbiamo ridotto molto e oggi mi concentro soprattutto sugli accessori», ha raccontato Caterina.


Numismatica. Foto di Ancila Mettekkatt

La passione per il vintage di Caterina nasce da lontano, anche se con un percorso inaspettato: «Mi sono laureata in geologia e per vent’anni mi sono occupata di geoarcheologia. Ma ho sempre avuto l’interesse per le cose antiche». Una passione che nel 2005 porta all’apertura del primo negozio, prima del trasferimento definitivo nella storica sede.


Bigiotteria. Foto di Nicola Dongo

Secondo Caterina, negli anni i clienti non sono cambiati radicalmente: «Ci sono sempre appassionati di vintage, anche giovani. L’amore per il collezionismo resta, la cosa più importante è proporre il pezzo giusto». Il vero cuore del lavoro resta però la ricerca: «È la parte più affascinante. Io cerco oggetti già in buone condizioni, ma ricercarli è la cosa più intrigante». Perché, in fondo, è proprio questa continua scoperta a mantenere viva una bottega che da oltre 150 anni racconta storie attraverso gli oggetti.

Di A.M.

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