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Genova, 20/03/2026.
La location della Fiera del Libro di Primavera del 2026 non è ancora stata confermata. Dopo alcune edizioni in piazza Matteotti, i librai non sono soddisfatti dell'ipotesi di un ritorno in galleria Mazzini. La fiera, da anni, anima la città con libri nuovi, usati e antichi, cd, stampe e non solo.
Il 17 marzo scorso, il Consiglio comunale ha respinto l'ordine del giorno presentato dalla consigliera Paola Bordilli sull'organizzazione dell'edizione primaverile della Fiera del libro, nel centenario della manifestazione (1926-2026). La proposta puntava a individuare una sede condivisa tra librai e amministrazione. L'atto proponeva, in caso di mancato accordo immediato su una nuova collocazione, di autorizzare in via transitoria lo svolgimento in piazza Matteotti per il centenario. La richiesta includeva, inoltre, l'apertura di un tavolo di confronto permanente per valutare soluzioni sostenibili per gli operatori, garantendo la continuità delle iniziative culturali e turistiche.
L'assessora al Commercio, Tiziana Beghin, ha espresso parere contrario a nome della Giunta. Al momento del voto, l'aula ha confermato l'orientamento dell'amministrazione: l'ordine del giorno è stato bocciato con i 23 voti contrari della maggioranza e gli 11 favorevoli dell'opposizione.
I librai sostengono che galleria Mazzini sia svantaggiosa per l'edizione pasquale e chiedono la conferma di piazza Matteotti. Beghin ricorda che lo spostamento era stato causato dai lavori che interessarono la galleria, aggiungendo che la piazza non può essere occupata in via esclusiva. L'assessora riconosce che piazza Matteotti sia più attrattiva, ma ribadisce che la sede verrà decisa solo in seguito a valutazioni e criteri oggettivi. Beghin precisa, inoltre, che gli operatori erano già stati informati del ritorno in Galleria durante la scorsa edizione invernale.
Gli organizzatori si dicono disponibili a valutare zone alternative più centrali e l'amministrazione starebbe vagliando altre aree, tra cui il Porto Antico di Genova, opzione che tuttavia non sembra incontrare il favore della totalità dei librai.
Di Manuel Frugoni