Van Dyck, apre la mostra a Palazzo Ducale: biglietti, orari e le opere da vedere

Mostra Van Dyck a Palazzo Ducale © Francesca Baroncelli Mostra Van Dyck a Palazzo Ducale © Francesca Baroncelli

Genova, 19/03/2026.

Giovedì 19 marzo 2026 apre a Palazzo Ducale (Appartamento e Cappella del Doge) la mostra Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra, la più imponente rassegna del nostro secolo dedicata all'artista fiammingo che rivoluzionò l’arte del ritratto e del sacro. Curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, l’esposizione trasforma Genova nella capitale mondiale del Seicento, riportando a casa capolavori che hanno segnato la storia dell’arte internazionale.

Un evento di portata eccezionale che riunisce 60 opere provenienti dai santuari della cultura globale — dal Louvre al Prado, dalla National Gallery di Londra agli Uffizi — per raccontare la parabola di un talento prodigioso. Un genio capace di interpretare lo spirito delle grandi corti europee e di lasciare un segno indelebile proprio nel capoluogo ligure, dove soggiornò per sei anni fondamentali. A Palazzo Ducale saranno esposte opere dell’importante periodo italiano tra il 1621 e il 1627, in cui Genova ebbe un ruolo centrale, ma anche numerose opere eseguite nei diversi momenti della carriera e nei suoi vari spostamenti.


© Francesca Baroncelli

Il percorso espositivo si snoda attraverso 12 sale tematiche, offrendo un’immersione totale non solo nel celebre Van Dyck ritrattista delle élite, ma anche in quello più intimo e drammatico delle opere sacre, con inediti mai presentati prima in Italia. Dagli esordi come enfant prodige ad Anversa fino al trionfo londinese alla corte di Carlo I, la mostra è un viaggio estetico e politico nel cuore del continente.

Ad accogliere i visitatori all’inizio del percorso è uno degli highlight della mostra: il primo autoritratto conosciuto del pittore, eseguito quando Van Dyck era ragazzino, all’incirca quindicenne. L’opera è in prestito dall’Accademia di Belle Arti di Vienna e permetterà di comprendere sin da subito la genialità dell’artista.

Tra gli altri prestiti eccezionali, il Ritratto di Carlo V a cavallo dagli Uffizi di Firenze, il ritratto di Alessandro, Vincenzo e Francesco Maria Giustiniani Longo dalla National Gallery di Londra, il Sansone e Dalila della Dulwich Picture Gallery di Londra. Dal Louvre arriva il Ritratto dei Principi Palatini, mentre di grande impatto sono un eccezionale e modernissimo studio per la figura di San Gerolamo con un vecchio dipinto a grandezza naturale della Phoebus Foundation e Le tre età dell’uomo come Vanitas conservato al Museo civico di Palazzo Chiericati di Vicenza.

La mostra è stata preceduta da anni di ricerche da parte delle curatrici e di un prestigioso gruppo di studiosi internazionali, così da presentare un lavoro critico corale firmato dai maggiori e più aggiornati specialisti dell’artista.

Come e quando visitare la mostra? La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19, mentre il lunedì dalle 14 alle 19. Se cercate un’atmosfera speciale, segnatevi il venerdì: l'apertura si allunga fino alle 20, l’ideale per un inizio di weekend all'insegna della bellezza.

Ecco i prezzi dei biglietti: intero 15 Euro; ridotto 13 Euro; ridotto 14 Euro (over 65); ridotto 9 Euro (under 25); ridotto 6 Euro (dai 6 ai 18 anni compiuti).


© Francesca Baroncelli

Alla presentazione della mostra era presente Sara Armella, presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, che ha commentato: «Con questa mostra vogliamo restituire al pubblico la complessità di un vero genio: attraverso il suo sguardo consolidiamo il valore della nostra città, con la quale Van Dyck si è sintonizzato grazie alla cultura. Per dare vita a questa mostra, Fondazione per la Cultura ha tessuto una rete di collaborazioni con le più grandi istituzioni museali d’Europa, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid e la National Gallery di Londra, e le più prestigiose collezioni italiane, tra cui la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano e i Musei Reali di Torino. Un’occasione unica, dunque, di promozione dell’immagine di Genova a livello internazionale. Desidero ringraziare i musei per gli importanti prestiti e le istituzioni cittadine che hanno creduto in questo progetto e hanno lavorato insieme a Palazzo Ducale per la sua riuscita».

Secondo Katlijne Van der Stighelen, curatrice della mostra: «L'esposizione racconta l’affascinante vicenda artistica di Anthony van Dyck, mettendo in luce il ruolo decisivo che tre città straordinarie — Anversa, Genova e Londra — ebbero nella formazione e nell’evoluzione del suo stile. Ad Anversa, la potente e inesauribile creatività di Rubens influenzò profondamente i suoi esordi. Durante il soggiorno in Italia, Van Dyck seppe reinventare il ritratto aristocratico, trasformandolo in un raffinato simbolo della cultura d’élite, e realizzò allegorie di ascendenza caravaggesca, caratterizzate da una sottile tensione filosofica. Rientrato ad Anversa, contribuì a diffondere un nuovo linguaggio devozionale attraverso imponenti pale d’altare. Alla corte di Carlo I a Londra dipinse alcuni dei suoi ritratti più celebri, raggiungendo il culmine della fama. Grazie a una straordinaria perizia tecnica e a una sensibilità unica nel restituire l’intensità delle emozioni umane, Van Dyck si affermò come un artista visionario, la cui influenza continua a farsi sentire ancora oggi».

La seconda curatrice della mostra è Anna Orlando: «Essere partecipe, nella mia città, di una grande mostra di Van Dyck dopo che lo fui nel 1997 da giovane neo-specializzata, e questa volta, dopo 29 anni, nelle vesti di curatrice è un misto di emozione, soddisfazione e orgoglio. Tre decenni di studi mi consentono di portare nuova linfa alla conoscenza del pittore, specie sul suo soggiorno italiano del 1621-1627 che oggi ho potuto letteralmente ridisegnare nelle sue molteplici tappe. Non solo Genova, dunque, dove molti dipinti tornano a casa dopo quattro secoli, ossia da quando lasciarono le dimore aristocratiche locali per fare bella mostra di sé nei grandi musei del mondo. Il pubblico può scoprire opere dipinte in altre città: Roma, Palermo, Napoli, in primis. Ma poi, la grande novità che si deve a trent’anni non solo di studio, ma anche di relazioni internazionali, è proporre per l’Italia una grande esposizione con un taglio di ampio respiro, che narra, come recita il sottotitolo, il viaggio europeo di un artista, non solo amatissimo, ma anche dal talento eccezionale: quello di un genio».

Ilaria Bonacossa, direttrice Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, conclude: «Palazzo Ducale, con la mostra Van Dyck L’Europeo, rinnova il proprio impegno nella promozione della ricerca storico-artistica. Questa esposizione opera un confronto sistematico tra opere provenienti da musei e collezioni internazionali e definisce il ruolo di Van Dyck nella costruzione di un linguaggio condiviso dell’identità aristocratica nell’Europa della prima età moderna. Il ritorno a Van Dyck, a quasi trent’anni dalla grande mostra del 1997, assume pertanto un valore che trascende la dimensione monografica. Ripercorrere oggi l’opera di Van Dyck significa non solo aggiornare la conoscenza di un maestro centrale del Seicento, ma anche rinnovare la missione di Palazzo Ducale quale luogo di produzione di sapere, di confronto interdisciplinare e di cooperazione culturale internazionale».

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