Silvia Bennet, attrice LIS © Manuel Frugoni
Genova, 04/03/2026.
Il Teatro Nazionale di Genova presenta, in occasione della Giornata Mondiale dell'udito, Teatro senza barriere: cinque iniziative volte a rendere lo spettacolo dal vivo più accessibile.
Teatro senza barriere © TEATRO NAZIONALE DI GENOVA
Ecco le cinque iniziative:
1. Sistema LIS (Lingua Italiana dei Segni). Rivolta a persone sorde e ipoudenti, questa iniziativa prevede l'uso della lingua dei segni per supportare gli incontri culturali e le conferenze stampa, a partire dal lancio della stagione 2026/27. Durante l'evento, le performance di Elena Dragonetti e Silvia Bennett (attrice LIS) hanno dato prova della potenza di questo strumento interpretando alcuni frammenti di In...segnami il silenzio,
2. Il Biglietto sospeso. Realizzato con il sostegno di Fondazione Carige, il progetto permette alle fasce economicamente svantaggiate di assistere agli spettacoli grazie a tariffe agevolate. Il successo dell'iniziativa è confermato dai numeri: la quota di ingressi disponibili è passata dai 700 del primo anno ai 1.200 dell'attuale stagione.
3. Audiodescrizioni e percorsi tattili. In collaborazione con il Centro Diego Fabbri, è stato definito un calendario di dieci repliche accessibili a persone cieche e ipovedenti. Grazie a cuffie wireless connesse alla regia, il pubblico può ascoltare una descrizione dell'opera trasmessa in diretta, capace di restituire ogni sfumatura della scena. L'iniziativa include inoltre un tour tattile sul palcoscenico: guidati da un operatore, i partecipanti possono esplorare scenografie e oggetti di scena per familiarizzare con lo spazio. Da qui a fine stagione sono disponibili due appuntamenti: Colpi di timone con Tullio Solenghi (domenica 15 marzo) e Lisistrata con Lella Costa (domenica 12 aprile). Entrambi gli spettacoli, in programma alle 16 nella Sala Ivo Chiesa, sono prenotabili al numero 010 5342400.
4. Amplificazione audio. Per ottimizzare l’ascolto, le quattro sale del Nazionale (Ivo Chiesa, Eleonora Duse, Gustavo Modena e Sala Mercato) sono state dotate di un sistema di amplificazione a induzione magnetica. Il sistema può essere utilizzato contemporaneamente da un numero illimitato di utenti: basterà richiedere il ricevitore indossabile, compatibile sia gli impianti cocleari, sia con i comuni auricolari per chi ha un udito limitato.
5. Nuovo ascensore e abbattimento barriere. Dalla fine del 2025, la Sala Ivo Chiesa dispone di un nuovo ascensore progettato per agevolare l'ingresso a persone con disabilità motoria o in carrozzina. L'impianto permette di raggiungere comodamente i posti a metà platea, garantendo una fruizione dello spettacolo ottimale e inclusiva.
Con questi cinque punti il Teatro Nazionale di Genova si impegna a generare cambiamenti tangibili per accogliere ogni tipo di pubblico. L'obiettivo, riprendendo le parole del direttore Davide Livermore, è rendere la sala «un luogo dove ogni spettatrice e ogni spettatore possa sentirsi accolto».
Il direttore si commuove pensando a come la tecnologia (dalle cuffie wireless all’audiodescrizione) possa finalmente estendere l'arte a ogni cittadino. Livermore ha poi riflettuto sulla crisi dell’empatia contemporanea, definendola come la «difficoltà di riconoscere l’altro come parte di noi stessi». Una carenza di comprensione reciproca che, sottolinea il direttore con un amaro riferimento ai conflitti globali, «può portare solo a scontri devastanti». In chiusura, una denuncia alla superficialità del nostro tempo, «dominato da una comunicazione rapida e semplificata che rende difficile trasmettere concetti complessi o emozioni profonde».
Oltre a Davide Livermore, l’incontro ha visto la partecipazione di diverse voci che hanno contribuito a delineare il futuro inclusivo del Teatro Nazionale:
Andrea Chiappori, direttore della Comunità di Sant'Egidio di Genova, ha ripreso il tema del biglietto sospeso ribadendo l'urgenza di una cultura realmente accessibile. «La cultura non è solo un diritto, ma un bisogno, spesso inconsapevole», ha dichiarato Chiappori, secondo cui l'investimento in attività inclusive può rispondere alle fragilità del nostro tempo. La cultura diventa così uno strumento che «permette alle persone di dialogare con se stesse, con le proprie difficoltà e la solitudine»: una vera cassetta degli attrezzi per l’introspezione.
Anche Fabrizio Ferrari, presidente di Confindustria Genova, ha preso la parola per scardinare il luogo comune che vede la cultura come un costo improduttivo. «Invece di chiederci quanto costa la cultura sarebbe più opportuno domandarci quanto costa non farla».
Per Francesca Ravaschio, consigliere di amministrazione della Fondazione Carige, il teatro è da sempre «un luogo di condivisione umana». Ravaschio ha sottolineato l'importanza di abbattere ogni barriera: «Permettere a chi affronta ostacoli economici o fisici di fruire di questa bellezza rende il teatro un’esperienza realmente inclusiva. La cultura è un bene comune, non un privilegio».
Il direttore conclude ribadendo che «Il teatro è tuo»: non è un semplice claim, ma una consapevolezza profonda. Rappresenta un impegno concreto verso l’inclusione e la valorizzazione della scena pubblica, proprio in un momento storico in cui il suo ruolo sociale appare spesso incompreso.
Di Manuel Frugoni