Resistere e Creare 2026: torna la rassegna internazionale di danza. Il programma

Asteroide di Marco D'Agostin Asteroide di Marco D'Agostin

Genova, 26/02/2026.

A Genova arriva la 12esima edizione di Resistere e Creare, rassegna internazionale organizzata da Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse, che si focalizza su danza, circo, teatro, musica dal vivo, arti visive e nuovi media. Molti spettacoli in programma, a partire dal 27 febbraio fino al 25 novembre.

La rassegna è organizzata sotto la direzione artistica di Marina Petrillo, affiancata dallo scorso anno da un comitato artistico composto da Katarzyna Gdaniec, coreografa della pluripremiata compagnia Linga/Ch; Lara Guidetti, coreografa della compagnia nazionale Sanpapié/IT dance and physical theatre; Natalia Vallebona, coreografa della compagnia indipendente transnazionale Poetic Punkers/BE-IT e Valentina Barone, curatrice indipendente basata a Colonia.

Mentre il 2025 è stato l'anno dedicato alle Forme, il 2026 si concentra sul tema dello Spazio. Uno spazio che non deve essere inteso come vuoto da colmare, bensì come dimensione viva, esperita e condivisa; un territorio in cui la geografia fisica possa incontrare la risonanza emotiva, un ambiente mobile, dove corpo, mente, percezione sensoriale e creatività si incrociano in un dialogo continuo: uno spazio che diventi materia plastica da abitare, pervadere e trasformare continuamente, attraverso la forza del movimento e la consapevolezza della nostra presenza.

La programmazione di questa edizione vedrà dialogare tra loro grandi protagonisti della scena contemporanea nazionale e internazionale con visioni e sguardi di artisti e compagnie emergenti. Palcoscenici tradizionali, spazi non convenzionali e contesti site-specific si alterneranno per poter essere abitati in modi inattesi. Inoltre, non mancheranno momenti di ricerca creativa e di confronto con residenze artistiche, sostegni produttivi, laboratori, workshop e approfondimenti critici.

Tra i grandi nomi dall’Italia, la programmazione si apre il 27 febbraio con Tu non mi perderai mai, spettacolo finalista ai Premi Ubu 2025, celebre solo liberamente ispirato dal Cantico dei Cantici, creato ed interpretato vent’anni fa da Raffaella Giordano, grande nome della scena coreutica contemporanea, allieva ed interprete con Pina Bausch e Carolyn Carlson, nella versione 2025, ricostruita dalla stessa Raffella Giordano per il brillante talento della giovane Stefania Tansini, premio Ubu 2022 come Miglior performer Under35.

A marzo sono previsti due momenti di programmazione e ricerca intrecciati tra di loro, per affinità elettive e di esperienze condivise. Dal 24 al 26 marzo in scena tre artisti – Alessandro Sciarroni, Marco D’Agostin e Salvo Lombardo – che, pur nell’unicità del proprio percorso artistico, agiscono in un medesimo ambito di ricerca al confine tra teatro, danza, musica e performance per ridare vita, corpo e luce a repertori esistenti, sottoponendoli a un’indagine soggettiva sui comportamenti umani, le dinamiche relazioni e i sistemi affettivi.

Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla carriera per la Danza nel 2019, sarà in scena con due lavori: U. (un canto) e Save the Last Dance for Me, che indagano forme popolari d’arte a rischio di estinzione per trasmetterne la memoria attraverso il risuonare delle voci e il movimento dei corpi. Inoltre, Sciarroni sarà artista ospite della nuova tappa di Breathing Room di Salvo Lombardo e Chiasma: uno spazio dilatato e ideale per riprendere fiato; una performance in bilico tra meditazione, installazione sonora e podcast live in cui ogni replica è un evento unico e irripetibile dove l’artista, invitato ad abitare lo spazio insieme al pubblico, è chiamato a reagire in tempo reale agli stimoli ricevuti in cuffia, perdendo il controllo sull’atto performativo ed elevando il respiro a gesto poetico.

Marco D’Agostin sarà invece in scena il 26 marzo con Asteroide, spettacolo vincitore del Premio Ubu per la danza 2025, un omaggio alle logiche travolgenti del musical per raccontare la capacità della vita di resistere e ricostruirsi dopo ogni genere di distruzione.

Dal 27 al 29 marzo il Teatro del Ponente ritrova la sua funzione di polo della danza con la seconda edizione di Lobo Zena, progetto del collettivo Poetic Punkers (IT/BE/FR) che torna a Genova per un programma intensivo di tre giorni, ideato per esplorare i confini del corpo e la forza dell’immaginazione creativa, attraverso il contributo di cinque guest teacher internazionali chiamati a guidare i partecipanti in un’esplorazione profonda del movimento, inteso non solo come esercizio atletico, ma come vero e proprio stato fisico da abitare.

Anche il mese di aprile segnerà graditi ritorni: Le Fenicie e A room full of strangers di Michela Lucenti e Balletto Civile, uno spettacolo e un laboratorio per sole donne ispirati alla tragedia di Euripide.

Sempre in aprile si aprirà un piccolo focus scandinavo: dalla Norvegia la Jo Strømgren Kompani con A dance tribute to the art of football, un omaggio e un’analisi potente ed ironica sul calcio e il suo rapporto con la danza, ininterrottamente sulla scena dal 2009. A seguire due lavori del coreografo e danzatore finlandese Tero Saarinen, applaudito lo scorso anno in Islands della Carolyn Carlson Company, che torna a Resistere e Creare con Garden, nuovo lavoro presentato a Genova in prima assoluta e Westward Ho!, prima coreografia prodotta per la sua compagnia presentata nella sua nuova versione.

Il focus si chiuderà a giugno al Teatro del Ponente con un laboratorio di Cristina Caprioli, artista italiana basata in Svezia, Leone d’Oro alla carriera per la Danza 2021.

Caprioli, figura centrale della coreografia contemporanea in Europa, porta a Resistere e Creare un momento di residenza e lavoro di tre settimane in sequenza ininterrotta, parte del suo progetto annuale Ten calls 2026 - One year of candid dancing / Dieci appelli 2026 - Un anno di danza sincera; una preziosa occasione di incontro tra l’artista e il suo lavoro con il territorio e la comunità.

A luglio anche il debutto al XX Festival Internazionale di Danza Contemporanea di Venezia di una nuova coproduzione targata Rec: Invisibile, un lavoro di Andrea Salustri, artista transdisciplinare romano di formazione berlinese, selezionato dal direttore Wayne McGregor tra 695 candidature; tra fumo, specchi, aria, luci e corpo umano, una coreografia invisibile, un nuovo sguardo sulla natura effimera della danza.

Dopo l’estate si riparte con il circo contemporaneo della compagnia francese Rasposo, creata nel 1987 da Fanny e Joseph Moillens e attualmente guidata da Marie Molliens; un pilastro del nouveau cirque, che arriva a Resistere e Creare grazie al supporto di Nuovi Mecenati - Fondazione Franco-Italiana per la creazione contemporanea con Hourvari, un’esperienza intensa e potente che ha già affascinato il pubblico nazionale e internazionale; tra incanti, acrobazie estreme e una solida tessitura drammaturgica il grido di un’umanità che si ribella, in una società che fatica a svegliarsi dal suo torpore.

Ad accompagnare i mesi autunnali ritroveremo la compagnia Linga (Ch) di Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo, che torna in scena con Kaguya Hime, nuovo spettacolo della compagnia svizzera, con il sostegno di Pro Helvetia, per la prima volta pensato appositamente per un pubblico di ragazzi: una favola poetica sulla diversità ispirata alla celebre fiaba giapponese dedicata alla principessa della luna.

Due grandi ritorni a novembre a Resistere e Creare con lavori sulla memoria dei corpi. Wim Vandekeybus e Ultima Vez tornano a Genova con What the body does not remember - Revival, nuova versione dello storico spettacolo del 1987 che gettò le basi per quello che sarebbe diventato il tratto distintivo del linguaggio artistico del grande coreografo. Lo spettacolo debutterà in prima assoluta a giugno presso la prestigiosa Philharmonie de Paris. La Compagnie Herve Koubi, dopo il trionfo della scorsa edizione con Les Nuits Barbares, ritorna con la prima nazionale del nuovo lavoro Body of memory.

Sempre in autunno è prevista la versione definitiva di Can Can, il nuovo progetto di Giovanni Ortoleva presentato in anteprima la scorsa primavera; una produzione Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse con Irene Mantova, che arriva a Genova dopo il debutto nazionale a Romaeuropa Festival.

Anche in questa edizione si intrecceranno al programma nuovi lavori, produzioni, coproduzioni e progetti, dentro e fuori le sale a consolidare la relazione con artisti e compagnie, tra cui Aldes / Roberto Castello con la seconda edizione di Bambu, progetto di circuitazione nazionale di giovani artisti africani; e ancora Sanpapiè, Poetic Punkers, Deos Danse Ensemble.

Numerosi i progetti e le collaborazioni con festival, istituzioni e associazioni del territorio; in particolare segnaliamo Corpi aumentati - nutrire la ricerca sulla relazione tra corpi e protesi attraverso l'esperienza artistica, progetto di supporto alla ricerca della durata di 18 mesi coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia e realizzato grazie al sostegno della Fondazione Compagnia San Paolo nell’ambito delle Linee guida per attività a supporto della ricerca interdisciplinare.

L’iniziativa mira a definire nuove metodologie e strumenti per la progettazione di protesi robotiche centrate sull’utente, attraverso laboratori artistici di consapevolezza corporea che coinvolgono ricercatori, accademici e persone con disabilità degli arti superiori, nonché seminari e approfondimenti teorici a cura di esperti internazionali.

E ancora Electropark, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e la Storia in Piazza, Dinamico Festival e Teatri di Reggio Emilia, Sarabanda, Gelsomina Associazione, Il Cesto, Giardini Luzzati Spazio Comune ed Emporio Solidale.

Proseguono anche le attività formative negli spazi del Teatro del Ponente: oltre al già citato laboratorio condotto da Cristina Caprioli, è in programma Ri_Generazione, nuova edizione del progetto di alta formazione con la compagnia Deos – Danse Ensemble, diretto da Giovanni Di Cicco in collaborazione con Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse.

Infine, ad attraversare la rassegna, un nuovo ciclo di Teste Danzanti, incontri post show condotti da Federica Scaglione, pensati per fornire un’occasione di confronto tra pubblico, artisti, performer e studiosi in modo da dare spazio ad un vorticare non solo di corpi, ma anche di domande e riflessioni condivise.

Di Valerio Minazzi

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