Ivano Fossati
Genova, 24/02/2026.
Da venerdì 27 febbraio arriva in provincia di Genova, più precisamente a Santa Margherita Ligure, la quinta edizione del progetto Casa del Pensiero. L'evento, totalmente gratuito per i partecipanti, prevede due seminari in cui dodici studenti universitari dialogano tra di loro e con il docente.
«Pensare rende liberi e non schiavi consenzienti». Questo il punto di partenza della Casa del Pensiero, progetto che prova a investire sulla sinergia tra generazioni diverse. I dialoghi avverranno negli spazi di Villa Durazzo, nel ristorante dove si pranzerà insieme e anche en plein air nella natura e davanti al mare. Si creano in questo modo delle piccole comunità che mirano a essere parte attiva e pensante della nostra società. I seminari danno diritto a crediti universitari.
Un docente di prestigio e dodici studenti si ritrovano insieme per tre giorni e lavorano sul tema scelto. Nelle passate edizioni si sono approfonditi temi come Il sogno di un’altra scuola; Che cos’è la guerra e perché?; La lotta alla mafia; Il cervello degli animali, esseri umani compresi; Noi donne di Teheran. Senza fretta, attraverso riflessioni e domande che rispondono ad altre domande, ascoltando e dialogando, si approfondisce e si crea una comunità basata sul pensiero.
Il primo seminario ha luogo il 27 e 28 febbraio e 1 marzo a Villa Durazzo e il docente è Ivano Fossati, uno dei maggiori cantautori, musicisti e compositori italiani. Il tema da lui proposto è Musica alta e musica leggerissima. L'arte di comunicare.
A tal proposito, così riflette Ivano Fossati: «La musica, forse soprattutto la più leggera e bistrattata, ha in sé una caratteristica che non osserviamo abbastanza, o peggio tendiamo a sottovalutare: nel tempo si storicizza. Diventa scenario efficace del come eravamo e si inserisce puntuale come un cronometro nelle pieghe della storia. Il cinema è un esempio perfetto di come un brano musicale leggero e forse a suo tempo ritenuto semplice canzonetta, a distanza di tempo, nella colonna sonora di un film, renda chiaro un periodo o un avvenimento radicato nella memoria di tutti. Questo enorme potere evocativo non è privilegio esclusivo della grande musica classica ma è una capacità di tutte le espressioni musicali, perché in esse viviamo immersi giorno dopo giorno. Ogni musica ascoltata si impiglia nelle pieghe della nostra memoria, perfino nella forma nel più indesiderato inquinamento acustico. Anche in queste condizioni prima o dopo riaffiora. La musica è comunicazione, vale dunque la pena di abbracciarla nell’alto come nel basso, dal sublime all’apparentemente trascurabile, perché un giorno racconterà di noi in maniera più rapida e istantanea di quanto fa la letteratura. Come una fotografia che ritroveremo e nella quale non sapevamo di figurare. A condizione che sia passato del tempo essa ci sorprenderà. Per comprendere questo bastano due chiavi che abbiamo in tasca ma utilizziamo meno di quanto dovremmo, la curiosità e il senso critico».
Il 15, 16 e 17 maggio, sempre a Villa Durazzo, avrà luogo il secondo seminario in programma, dal titolo Come scrivere poesie di pace, che sarà a cura di Lorenzo Maragoni, poeta, performer e campione del mondo di Poetry Slam. Gli studenti partecipanti, insieme a Maragoni, comporranno versi di pace.
Ha parlato così il poeta: «La poesia è uno strumento di struttura del pensiero, e viceversa: per immaginare mondi diversi, può essere utile accostare parole, immagini, ritmi diversi da quelli del quotidiano: la poesia ci permette di farlo, di allenare l’intuito, la fiducia, la capacità di fantasticare, e al tempo stesso la chiarezza e il rigore. Ogni partecipante sarà invitato a condividere con il gruppo il suo punto di vista sulla pace e le connessioni con la sua biografia, alla ricerca di quel punto di incontro tra noi stessi e il mondo intorno a noi che a volte la poesia ci consente di esporre, di far venire allo scoperto, di presentare all’incontro con gli altri».
Entrambi i seminari saranno guidati dall’attore e scrittore Pino Petruzzelli, che è anche il direttore artistico del progetto. La domenica pomeriggio di ognuno dei due seminari, con inizio alle ore 15.30 e con ingresso libero, a Villa Durazzo, si svolgeranno due eventi pubblici in cui docenti e studenti racconteranno i pensieri e le riflessioni emerse nel corso dei tre giorni di dialogo e confronto.
Lo scopo del progetto è quindi riportare il pensiero al centro delle nostre vite. Ogni scelta politica, sociale, economica deve essere frutto di pensiero. Pensare, porre domande e porsi domande. Il pensiero è trasversale a ogni scelta di vita ed è per questo che gli studenti coinvolti nel progetto provengono da dipartimenti universitari diversi. A questa edizione parteciperanno studenti (sia da triennali che da magistrali) provenienti da Lettere Moderne, Scienze Politiche e Internazionali, Filosofia, Storia, Giurisprudenza, Architettura, DAMS di Torino, Conservatorio Niccolò Paganini di Genova e Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma.
Casa del Pensiero è un Progetto dell’Università di Genova e del Comune di Santa Margherita Ligure, realizzato dal Teatro Ipotesi di Genova e che si avvale di un importante partner come l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma, della collaborazione di Villa Durazzo e del prestigioso patrocinio di Rai Liguria.
La professoressa Nicoletta Dacrema, prorettrice vicaria dell'Università degli Studi di Genova, parla così del progetto: «Per l'Università di Genova è una grande soddisfazione inaugurare la quinta edizione della Casa del Pensiero. Restituire centralità al pensiero come pratica viva è un'esigenza semplice e insieme ambiziosa. Petruzzelli e io crediamo che il dialogo, fondamento della Casa del Pensiero, sia la forma più alta di un confronto autentico, in grado di generare comunità e consapevolezza. In un tempo segnato da velocità, fermarsi tre giorni per dar corso a un circolo virtuoso su temi importanti significa compiere un atto culturale forte. Non è un caso che quest'anno, con Ivano Fossati e Lorenzo Maragoni, il focus degli incontri della Casa del Pensiero sia la responsabilità della parola e la sua comunicazione. È la parola, infatti, a costruire o a impoverire lo spazio pubblico. Sono profondamente convinta che l'Università debba saper fare anche questo: creare luoghi in cui si impara a pensare insieme, con rigore, ma con libertà».
Così conclude Guglielmo Caversazio, sindaco di Santa Margherita Ligure: «A nome del Comune di Santa Margherita Ligure saluto la nuova edizione di Casa del Pensiero, una rassegna che la città ha imparato a conoscere e apprezzare non solo perché i nomi dei docenti individuati da Pino Petruzzelli hanno sempre dato lustro al progetto, ma perché, ascoltare le relazioni finali degli allievi e toccarne con mano l’amore per il sapere e l’intelligenza emotiva, regala autentica speranza in un futuro che le cronache internazionali dipingono sempre più cupo e incerto. E la speranza è il vero oro della nostra epoca».
Di Valerio Minazzi