Neri Marcorè - teatronazionalegenova.it
Da martedì 28 a giovedì 30 aprile, al Teatro Ivo Chiesa - Teatro Nazionale Genova (Piazza Borgo Pila, 42), arriva Neri Marcorè in Gaber - Mi fa male il mondo, spettacolo tratto da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, per la regia di Giorgio Gallione.
Neri Marcorè, assieme al regista e drammaturgo Giorgio Gallione, ha molto frequentato i materiali gaberiani. Questo ritorno (la prima esperienza risale al 2007) è una necessità etica e artistica insieme, e una occasione ancora più matura e consapevole.
Gaber - Mi fa male il mondo è un’esplorazione nell’universo creativo, narrativo, etico e letterario di due grandi autori del teatro e della canzone: Giorgio Gaber e Sandro Luporini hanno radiografato con acume, spietatezza e ironia, ma pure con partecipazione emotiva, le mutazioni della società e degli individui che la abitano. Grande affabulatore e artista totale, Gaber ci ha così accompagnato, tra privato e politico, nel cammino zoppicante verso una società che tenta di combattere contro la dittatura dell’imbecillità, del conformismo e della perenne autoassoluzione.
Con onestà intellettuale e ironia, Gaber si è definito un “ladro” di intuizioni altrui, dichiarando esplicitamente il suo debito nei confronti di artisti, intellettuali e scrittori che lo hanno ispirato: Pasolini, Celine, Adorno, Calvino, Berlinguer, Brecht, Beckett, Botho Strauss e tanti altri che, sapientemente distillati, hanno formato un humus ideale per pensieri e riflessioni che sono poi state trasformate in canzoni e monologhi teatralissimi. Come scrive Giorgio Gallione: «Ritorneremo, anche scenicamente, nel luogo del pensiero, nel magazzino della memoria di due artisti liberi pensatori, tra quattro pianoforti che ci accompagneranno, in una sorta di suite orchestrale che genera canzoni, tra libri, immagini, strumenti, scritti, e armadi da riaprire per rileggere il contenuto originario, alla ricerca dello slancio vitale, di quella speranza disperata, di quella tensione morale, di quella illogica utopia senza la quale la coscienza e le prospettive di futuro rischiano di agonizzare».