Foto di scena © Laila Pozzo/teatronazionalegenova.it
Da martedì 17 a venerdì 20 febbraio, al Teatro Eleonora Duse - Teatro Nazionale Genova (via Nicolò Bacigalupo, 6) è la volta di I corpi di Elizabeth, di Ella Hickson, per la regia di Cristina Crippa ed Elio De Capitani e interpretato da Elena Russo Arman e Maria Caggianelli Villani, Enzo Curcurù e Cristian Giammarini.
Che cos’è il potere quando la corona è sulla testa di una donna? I corpi di Elizabeth, dall’acclamata drammaturga britannica Ella Hickson, arriva per la prima volta in Italia grazie al Teatro dell’Elfo. Lo spettacolo, commissionato alla drammaturga dal prestigioso Globe Theatre di Londra, è una narrazione tagliente, moderna, profondamente femminista, che affonda nel cuore della storia per raccontare il presente.
Elizabeth I, unica donna non sposata a regnare in Inghilterra, emerge sulla scena come una figura spezzata che racchiude sorprendenti moltitudini. La regina va incontro a quel destino che mette sulla bilancia il sogno e il costo della lotta: tra l’ingenuità della giovanissima principessa e la potenza della Regina Vergine, che ha fatto della solitudine e dell’autodeterminazione un’arma politica.
Sulla scena Elisabetta è interpretata da due attrici: Maria Caggianelli Villani, come giovane regina, e Elena Russo Arman, che restituisce con fascino ammaliante tutta la complessità di una donna che ha trasformato il proprio corpo in campo di battaglia. Il testo di Hickson è di straordinaria forza, le parole svelano ferite, desideri, battaglie. Un duello fra amore e potere, in cui vince la sopravvivenza. Il linguaggio è contemporaneo, incalzante, eppure intriso di risonanze antiche. La regia di Cristina Crippa ed Elio De Capitani orchestra una messa in scena densa e visionaria: un trono, tessuti preziosi e fluttuanti intarsiati d’oro e di fiori che simulano la mutevolezza della Corona. I corpi di Elizabeth scolpisce sul palco il conflitto tra dovere e desiderio, in un viaggio emotivo, crudo e sensuale. Uno spettacolo che seduce, convince, brucia e conquista.