Pino Petruzzelli in Zingari: l'Olocausto dimenticato, lo spettacolo al Duse

Foto di scena © teatronazionalegenova.it Foto di scena © teatronazionalegenova.it
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DA Giovedì26Marzo2026
A Domenica29Marzo2026

Da giovedì 26 a domenica 29 marzo, al Teatro Eleonora Duse - Teatro Nazionale Genova (via Bacigalupo, 6) è in programma Zingari: l'Olocausto dimenticato, spettacolo ideato e interpretato da Pino Petruzzelli.

«Più di 500.000 rom e sinti sono stati uccisi nei campi di sterminio nazisti – racconta Pino Petruzzelli – è una storia dimenticata. Una storia non ancora scritta. Raccontarla è un atto dovuto. Nei vari processi contro i nazisti responsabili di crimini contro l'umanità – dice ancora l’autore e interprete – primo fra tutti quello di Norimberga, mai nessuno si preoccupò di sentire la testimonianza di uno zingaro. Al processo di Gerusalemme, nonostante Eichmann si fosse dimostrato consapevole delle pratiche di deportazione degli zingari, il capo d'imputazione che riguardava questo argomento venne annullato».

L’otto aprile si celebra la giornata mondiale dedicata a queste popolazioni e, in vista di una così importante ricorrenza, il Teatro Nazionale di Genova è fiero di presentare Zingari: l'olocausto dimenticato, lavoro dedicato al genocidio del popolo rom e sinti durante il nazismo. Un genocidio che nasce dal pregiudizio e dal razzismo imperanti nella Germania degli anni Trenta: a Berlino il dottor Robert Ritter, direttore del Centro di Ricerche per l'Igiene e la Razza dichiara che «gli Zingari risultano come un miscuglio pericoloso di razze deteriorate» e ancora che «la questione zingara potrà considerarsi risolta solo quando il grosso di questi asociali e fannulloni sarà sterilizzato», mentre la dottoressa Eva Justin rivelava al mondo accademico nazista, nella sua applaudita tesi, la presenza nel sangue degli zingari di un gene molto pericoloso: quello dell'istinto al nomadismo, il terribile “wandertrieb”.

«Lo spettacolo – conclude Petruzzelli con sincera adesione – vuole essere un viaggio nella memoria, alla scoperta di una pagina di storia che inspiegabilmente non trova spazio nei testi scolastici». Uno spettacolo carico di umanità e di amore per un'etnia, che nel corso degli anni più che essere sconosciuta è stata misconosciuta. 

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