Dalla slerfa alla bulaccata: 12 unità di misura genovesi da conoscere assolutamente
Detti e curiosità genovesi
Via di San Bernardo ©Antonio Corrado
Genova, 10/02/2026.
Nel dialetto genovese rientrano anche le unità di misura. Alcuni termini sono utilizzati quasi quotidianamenti anche per chi non parla zeneize, altri sono più ricercati. A Genova non si mangia "un pezzo" di focaccia, bensì si ordina una slerfa. E non piove semplicemente, ma viene giù a rammate. Di seguito 12 unità di misura genovesi, con traduzione e significato metaforico, per non perdere la bussola tra i caruggi.
- Slerfa: è l'unità di misura della focaccia. Indica un bel pezzo di fugassa, da gustare passeggiando nei caruggi, dal peso di circa 150-200 grammi (una 'slerfa di focaccia', o sleppa);
- Bagasciâ: unità di misura dei ravioli e altri generi alimentari, per indicare una quantità 'generosa' (funghi, gamberi e non solo). Anche cuffa dal gergo edile;
- Stìssa: letteralmente goccia. È un termine che denota una misura molto piccola, simile proprio alla goccia in italiano, spesso impiegata per indicare l'aggiunta finale o il "goccio" di un alcolico (in particolare liquore, una stissa di grappa);
- Bulacco (bulaccata): si può tradurre con le parole secchio o recipiente, usato per contenere liquidi o solidi. Il termine viene utilizzato per indicare metaforicamente una grande quantità, come in "a bulaccate" (a secchiate, a bizzeffe); in gergo meteorologico''una bulaccata d'acqua'';
- Rammâ: letteralmente significa rametto, ma è la vera e propria unità di misura dell'acqua piovana. Si usa per indicare uno scroscio d'acqua piuttosto violento e improvviso (è venuta una bella rammâ d'aegua, tradotto scroscio d'acqua);
- Schennâ: unità di misura del freddo; prendere un schenna' de freidu (una 'botta' di freddo);
- Còrba (grande cesta o paniere di vimini): ad esempio "unn-a còrba de pan" (una corba di pane); può indicare una grande quantità di cose: ''un-a còrba de...";
- Manega: la sua traduzione letterale è manica (di camicia). Questo termine dialettale viene usato per indicare anche un gruppo di persone (principalmente pochi di buono o non proprio 'svegli', es. manega de nesci);
- Müggiu: unità di misura delle palanche (avere un mucchio di palanche: avere tanti soldi);
- Carettâ: unità di misura che si riferisce al carrettiere o a chi trasporta merci con un carro. Il suo significato si affianca a quello di müggiu per le palanche (trasportare una carettâ de roba);
- Pansâ: unità di misura metaforica delle risate e del nervoso (farsi una pansa de nervoso). In un gergo più colorito e tipico della schiettezza ligure, può indicare l'astinenza sessuale (pansâ de belin dûo);
- Pittinìn: unità di misura colloquiale genovese, usata in senso figurato per indicare una quantità minima, specialmente riferita a difetti propri o di persone care, oppure a piccole cose (per es. pittinìn de sâ, un pizzico di sale).
Di Andrea Sessarego