Monte sul mare © Paola Popa
Genova, 02/02/2026.
Spesso si dice che i liguri siano gente di montagna, nata però sul mare: camminando tra i numerosissimi crinali dell'Appennino Ligure, sia a Ponente sia a Levante, questa sensazione si fa ancora più concreta perché molti percorsi, soprattutto quelli che si possono percorrere in cresta, offrono la possibilità di camminare letteralmente tra le alture e il mare.
Un'emozione unica, che si prova raramente in altre regioni d'Italia, esaltata anche dal fatto che le due riviere hanno anime e paesaggi diversi, più aspri a Ponente, più morbidi a Levante, la zona che prenderemo in considerazione per questo trekking, che da Pieve Alta porta al Monte Croce (o Monte Santa Croce).
Si tratta di un percorso relativamente facile, di poco più di 5 kilometri e con un dislivello modesto, di 350 metri. Prima di partire, un piccolo disclaimer: ogni volta che si parla di dislivello, in Liguria é bene non farsi ingannare dalle cifre, perché anche un numero piuttosto basso, come ad esempio 200 metri, se tutti concentrati in brevi tratti percorso possono risultare piuttosto faticosi, quando non addirittura spacca gambe. Non è questo il caso, ma per quanto riguarda altri trekking, come quello che porta al Monte Croce dei Fò, tra la Valbisagno e la Valfontanabuona, vi assicuriamo la sfida può risultare tosta. Insomma, la Liguria non è un paese per gambe deboli, parafrasando il titolo del film con Javier Bardem.
Torniamo però a Pieve Alta, dalla piazza principale. Da qui, percorrendo la strada che si trova tra la chiesa di San Michele Arcangelo e il cimitero, parte il nostro percorso che racchiude in sé l'anima più vera della Liguria, tra mulattiere, panorami sul mare, ulivi e pini marittimi. I segnavia ufficiali da seguire sono quelli che rappresentano i due quadrati rossi.
È consigliabile intraprendere questi sentieri in autunno, nelle belle giornate invernali e in primavera, evitando l'estate, perché le temperature sono particolarmente alte e la situazione peggiora nel caso delle numerose zone esposte al sole e sulle pietraie.
Il primo tratto di strada lascia spazio ad una mulattiera, che sale sulla destra, costeggiando dei tipici casolari che spesso si incontrano in queste zone. Siamo in una zona interessante anche dal punto di vista artistico e antropologico, perché lungo il percorso si trovano edicole votive e numerose croci bianchi, a dimostrazione che questo percorso è a tutti gli effetti una via crucis (in senso letterale, non in quello figurato, vista la facilità dell'itinerario)
Il sentiero prosegue sotto un boschetto e poi fino alla mulattiera che finalmente porta a destinazione, sulla sommità del Monte Santa Croce, dove ci si può riposare all'ombra dell'omonima chiesetta e godersi il panorama sul mare, che spazia da Levante fino a Ponente.
Adesso è il momento di scendere, per il sentiero dalla parte opposta la chiesetta, seguendo il segnavia rosso tratto-punto, in direzione San Bernardo. Qui il sentiero si fa ripido, per questo é bene tirare fuori dallo zaino i bastoncini da trekking, ideali per dare stabilità ed equilibrio in questi tratti.
La discesa si fa più dolce non appena si arriva a San Bernardo: da qui si continua per la stradina principale e si torna al luogo di partenza, a Pieve Alta, concludendo così l'anello.
Di Paola Popa
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