Detti genovesi: perché si dice 'Prendersi il male del Rosso Cartolaio'?

Detti e curiosità genovesi

Genova ©Ptrabattoni - Pixabay Genova ©Ptrabattoni - Pixabay

Genova, 30/01/2026.

Terzo episodio della rubrica dedicata ai detti genovesi. Questa settimana andiamo ancor più indietro nel tempo con il proverbio ''Pigiâse o mâ do Rosso Cartâ" (letteralmente: prendersi il male - o i guai - del Rosso Cartolaio). Parliamo di un celebre modo di dire genovese, poi divenuto il titolo di una commedia in tre atti di Niccolò Bacigalupo. Ma cosa significa? E perché viene nominato il 'Rosso Cartolaio'?

L'insegnamento di questo proverbio è lo stesso di: ''Cerca o ma comme i meghi'' e di ''Fâse bruxâ i éuggi da-e çiòule di âtri'' e si riferisce a coloro che amano ficcarsi nei guai altri. In parole povere, a chi se la va a cercare, impicciandosi inutilmente. È un detto genovese molto antico, citato anche dal poeta Steva De Franchi: ''Ni me piggio mai ro mâ / Dito dro Rosso Cartâ'' (né mi prendo mai il male detto del Rosso Cartolaio).

Dal libro 'Proverbi Genovesi' di Franco Bampi: «Questo detto ha origine da una storia avvenuta a Napoli. Il Rosso Cartolaio era stato condannato a morte e, mentre veniva portato sul patibolo, si lamentava dei disagi che stava subendo a causa di una strada in dissesto e raccomandava alle autorità che fosse riparata per evitare ad altri quello che stava subendo lui. Ma forse quello non era per il Rosso il momento più adatto per avere queste preoccupazioni!».

La Commedia di Bacigalupo 

Questo detto locale è diventato la commedia Pigiâse o mâ do Rosso o cartâ, ambientata nella campagna genovese del primo Novecento. Ha come protagonista Pippo Manezzi, un faccendiere ficcanaso che, credendo di fare il bene, combina solo guai, provocando la reazione ostile di chi lo circonda.

L'opera è stata uno dei più famosi cavalli di battaglia del grande attore teatrale genovese Gilberto Govi. Una commedia corale che ritrae la borghesia, i contadini e i servitori dell'epoca. Un esempio dell’ironia pungente della cultura popolare genovese. Si usa per descrivere qualcuno che si arrabbia o si offende per un problema che non lo riguarda affatto, oppure che si preoccupa inutilmente per questioni altrui.

Altre origini del detto

Esistono altre due spiegazioni principali, che si focalizzano sulla figura del Rosso, entrambe legate a personaggi reali o leggendari della vecchia Genova:

  • Rosso il facchino: altra versione accrediatata narra di un facchino (chiamato 'o Rosso' per il colore dei capelli) che lavorava instancabilmente. Un giorno, vedendo un altro uomo che veniva caricato di pesi, il Rosso iniziò a imprecare e a dare in escandescenze per l'ingiustizia, nonostante lui non stesse portando nulla. Da qui: prendersi il male (la rabbia/fatica) di un altro.
  • Il carrettiere di Sampierdarena: un'altra variante parla di un carrettiere che, vedendo un collega in difficoltà con un carico eccessivo, si arrabbiò talmente tanto con il proprietario della merce da farsi venire un travaso di bile, mentre il collega e 'vittima' restava calmo.

Analisi della frase e quando usarlo oggi

  • Pigiâse o mâ: letteralmente ''prendersi il male", inteso come arrabbiarsi, offendersi o farsi venire il fegato amaro;
  • Do Rosso o cartâ: 'Del Rosso il cartolaio' (o facchino). Il termine cartâ si riferisce a chi trasportava carta o balle di merci.

Si può usare questa frase quando vedi un amico che discute animatamente per difendere qualcuno che, in realtà, non ha chiesto aiuto o non è nemmeno minimamente scosso dalla situazione. È un invito a non farsi carico dei pesi emotivi altrui, specialmente quando non ce n'è bisogno.

Di A.S.

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