Presidio con il popolo iraniano in piazza Matteotti: donna, vita, libertà!

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Mercoledì21Gennaio2026
Evento terminato

Donna, vita, libertà! Il collettivo transfemminista Non Una di Meno - Genova dà appuntamento in piazza Matteotti, nella serata di mercoledì 21 gennaio 2026 (dalle ore 20), per un presidio di solidarietà allə manifestanti in Iran, onorare la memoria delle vittime e gridare assieme: "donna, vita, libertà"  -'' jin jiyan azadi''.

Il comunicato

''Sono trascorse ormai quasi tre settimane dall'inizio delle proteste del Popolo iraniano contro la povertà e il regime islamico. Fin dall'inizio queste proteste sono state oggetto di una repressione brutale da parte del regime, una repressione violenta che ci lascia con immagini strazianti di corpi senza vita dellə giovani iranianə buttatə per le strade del paese, immagini di un popolo indifeso, schiacciato dalla povertà estrema e da un governo sanguinario che impone una censura totale!

Come transfemministə, iraniane e iraniani immigratə e di seconda generazione, siamo straziatə e riteniamo che in questa fase la cosa più importante sia la salvaguardia della vita dellə manifestanti e dellə prigionierə politichə, indipendentemente dalle loro opinioni e aspirazioni politiche. Dentro quelle galere ci sono lə probabili futurə rappresentanti del popolo iraniano. La repressione deve cessare immediatamente e tuttə lə prigionierə devono essere rilasciatə. Consideriamo il movimento progressista "donna, vita, libertà" come nostra guida, crediamo che ogni forma di governo religioso, individuale e a vita, rappresenti un ostacolo alla lotta storica del Popolo iraniano verso la democrazia. Ci opponiamo a ogni intervento da parte di potenze autoritarie e belliciste che commettono crimini in ogni angolo del mondo per mettere mani su petrolio e risorse.

Non vogliamo scordare che all'interno delle nostre lotte ci sono anche quelle delle parti più fragili e marginalizzate dell'Iran come i popoli: beluchi, armeni, azari, arabi, turkmeni e curdi che da tempo ci stanno insegnando cosa significa resistere e lottare. Nonostante il blackout di internet, sono arrivati comunicati scritti dalle università in Iran e le voci dei sindacati, che ci ricordano come la popolazione che lotta, ha una sua voce autonoma e obiettivi chiari. Abbiamo intenzione di urlare la nostra solidarietà a tutte le donne, gli uomini e identità altre che subiscono pene pesanti per il solo fatto di esistere, che lottano in Iran per autodeterminarsi e costruire un'alternativa alle menzogne che il presente ci propone. Rifiutiamo di rinchiuderci dentro la logica della contrapposizione tra blocchi e costruiamo solidarietà che attraversano i confini. Scendiamo in piazza a fianco di chi si ribella ai re e alla regine di tutto il mondo per la libertà!''.

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