Bus 1 di Amt ©facebook.com/amtgenovatrasportopubblico
Genova, 19/01/2026.
La procura di Genova ha chiesto il fallimento di Amt per debiti che ammontano a circa 200 milioni di euro. La notizia è riportata da Il Secolo XIX, che cita l'istanza di fallimento presentata dall'azienda fornitrice di mezzi Menarini, che vanterebbe un credito di 3 milioni di euro. Su questa questione molto complessa, attraverso un post sulla sua pagina facebook, è intervenuta la sindaca di Genova Silvia Salis.
''Lunedì 19 gennaio 2026 ci siamo svegliati con una notizia preoccupante: la procura ha chiesto il fallimento di Amt. Credo sia necessario mettere un po' di ordine per non rendere ancora più confusa una situazione che è molto delicata. Il fallimento di Amt, vista la grave situazione debitoria, era stato chiesto da un creditore il 15 ottobre scorso. Il 9 dicembre 2025, la procura aveva dato parere favorevole, ma il 24 dicembre la composizione negoziata della crisi che abbiamo proposto al tribunale è stata accolta, mettendo l'azienda al riparo nonostante i 200 milioni e oltre di debito.
In sostanza, grazie alla procedura che abbiamo avviato come Comune di Genova appena ci siamo insediati, l'istanza di fallimento è stata congelata e possiamo procedere con il piano di risanamento per riparare i danni che ha lasciato la giunta di destra. Nelle prossime settimane, Amt Genova approverà il bilancio del 2024, che chi ci ha preceduto non è stato in grado di consegnare alla città. In questo modo, ci sarà un primo passo verso il ritorno alla normalità. La situazione di Amt è grave, lo diciamo dai primi giorni della nostra amministrazione anche di fronte all'ironia di una destra che diceva di averci lasciato 'un gioiellino'. Negli ultimi giorni, qualcuno sembra aver cambiato idea, ammettendo l'esistenza del buco di bilancio dopo averlo negato per mesi. Forse sarebbe ora che chiedessero scusa ai genovesi.
La crisi purtroppo è reale, altrimenti non ci sarebbero disservizi e disagi per i cittadini. Ci assumiamo la responsabilità di risolvere questa situazione e chiediamo scusa alle genovesi e ai genovesi per quello che sta accadendo in questi giorni. Dobbiamo però dire una cosa: se Amt è ancora in piedi è grazie soprattutto al Comune di Genova che ha stanziato 22 milioni aggiuntivi negli ultimi sei mesi. Altrimenti, Amt sarebbe fallita. È finito il periodo della polvere sotto al tappeto, il tempo è galantuomo e la verità verrà a galla''.
"La richiesta di fallimento di Amt da parte della Procura di Genova certifica una situazione finanziaria gravissima, con oltre 200 milioni di euro di debiti. Solo grazie all'iniziativa preventiva del Comune di Genova e dell’azienda è stato possibile ottenere dal Tribunale Civile una misura temporanea di tutela per salvare Amt, dopo che era già stata presentata un’istanza di fallimento da parte di un creditore", dice il consigliere regionale Pd Simone D’Angelo.
"I numeri parlano chiaro: oltre 100 milioni di debiti verso i fornitori, quasi 57 milioni verso le banche e 28 milioni verso i lavoratori per accantonamenti TFR. Per mesi, l'ex Vicesindaco Piciocchi e la destra, salvo qualche ammissione a intermittenza seguita da rapide ritrattazioni, hanno negato l'evidenza, liquidando come allarmismo ogni tentativo di risanamento e arrivando ad accusare la sindaca Salis di manovre politiche per aver messo in discussione chi ha guidato Amt in questi anni. Oggi è evidente che non si tratta di un imprevisto, ma del conto finale di una gestione che ha rimosso i problemi invece di affrontarli. Va sostenuto il rigore con cui la sindaca Salis sta affrontando una situazione ereditata durissima e quanto sta mettendo in campo per salvare Amt, garantire il trasporto pubblico e difendere i lavoratori. Tutte le istituzioni, Regione inclusa, devono fare la propria parte per sostenere questo lavoro, senza far ricadere sui cittadini la gestione disastrosa degli anni passati. Da Piciocchi e dalla destra, però, continuano a non arrivare risposte. E ora che la Procura è intervenuta, questo silenzio appare ancora più assordante. Le favole sono arrivate al capolinea", conclude D'Angelo.