Detti genovesi: perché si dice 'È caduta una bagascia in mare?'

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Genova, 17/01/2026.

Il 17 gennaio è la Giornata nazionale del Dialetto e delle Lingue locali. Sapevate che i moli di Genova, quelli che hanno reso lo scalo uno dei più importanti d'Europa insieme ad Anversa, sono stati costruiti anche grazie alle... prostitute (oggi escort)? Nel Quattrocento, in una Genova dominata da famiglie potenti e continui cambi di governo, la Repubblica escogitò un metodo singolare per finanziare l'ampliamento del porto: una tassa di cinque soldi imposta a chi esercitava il "meretricio".

Un divieto che ha fatto storia

Le regole erano ferree: le donne non potevano entrare in porto né salire sulle navi per non distrarre marinai e camalli dal loro duro lavoro. E proprio da questo divieto nasce il detto genovese: A l’è cheita 'na bagascia in maa (tradotto: è caduta una prostituta in mare). Un evento, quindi, considerato impossibile - dal momento che era vietato loro persino avvicinarsi all'acqua - al quale si aggiungeva spesso il rafforzativo senza bagnase, per sottolineare l'assoluta incredibilità di un fatto.

La targa in Sottoripa

Oggi questa storia curiosa è scolpita nel marmo. Il Municipio Centro Est, su impulso del presidente Andrea Carratù, ha installato una targa commemorativa in Sottoripa proprio dedicata alle "lavoratrici del meretricio". La targa è posizionata davanti ai civici 11 e 13 rossi, ed è stata inaugurata il 20 settembre 2024 (proprio il 20 settembre, ma del 1958, veniva applicata la legge Merlin). L'obiettivo? Ricordare come i proventi di quella gabella abbiano contribuito a rendere Superba la nostra città, finanziando opere monumentali e infrastrutture portuali. 

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