Teatro dell'Arca
Genova, 16/01/2026.
L’associazione Teatro Necessario, costituita su iniziativa di artisti, operatori culturali e insegnanti con lo scopo di utilizzare il teatro come strumento di integrazione e di riabilitazione socio-lavorativa rivolta ai detenuti, è attiva dal 2005 all’interno della Casa Circondariale di Genova-Marassi dove promuove, ogni anno, corsi di formazione nei mestieri dello spettacolo per persone detenute mediante la collaborazione con professionisti esterni.
Il 5 maggio 2006, sul palcoscenico del Teatro Gustavo Modena di Genova, debuttava il primo spettacolo intitolato Scatenati, spettacolo che diede poi il nome alla compagnia teatrale. Innumerevoli sono stati, nel corso di questi venti anni, i percorsi artistici e formativi che hanno portato alla realizzazione di ventuno spettacoli teatrali rappresentati presso il Teatro Ivo Chiesa, il Teatro Eleonora Duse, il Teatro Gustavo Modena e il Teatro della Tosse di Genova, il Teatro Nuovo di Torino e il Festival di Borgio Verezzi.
Oltre cinquecento sono stati i detenuti coinvolti in qualità di attori e di tecnici, circa novantamila gli spettatori che hanno assistito alle rappresentazioni, decine gli studenti universitari che hanno effettuato tirocini e incentrato le loro tesi di laurea sulle iniziative del Teatro Necessario e decine le scuole, di ogni ordine e grado, coinvolte anche in percorsi di alternanza scuola-lavoro.
Nella stagione 2025-26, l'Associazione Culturale Teatro Necessario compirà 20 anni di attività, un traguardo importante che testimonia la sua dedizione e il suo impegno per la cultura e l'inclusione sociale. La celebrazione di questo evento sarà un'occasione per riflettere sui risultati raggiunti e per guardare al futuro con nuove sfide e progetti.
La rassegna Voci dall’Arca 2026 comprende una programmazione coerente e necessaria, intrecciando teatro di narrazione, musica dal vivo, testimonianze reali e dimensioni poetiche. Al centro, l’identità che si trasforma, la memoria che resiste, la giustizia che interroga, la fragilità come possibilità, la resilienza come atto collettivo. Lo facciamo attraverso linguaggi scenici contemporanei e artisti capaci di abitare la scena con verità.
Si dà voce a figure ferite e luminose come Dora Maar, attraversiamo l’ironia amara di Kafka, trasformiamo atti giudiziari in canto e parola viva, interrogando il confine sottile tra giustizia e violenza e lasciando che la musica compia una metamorfosi: strumenti nati dal legno dei barconi dei migranti tornano a suonare, portando con sé memoria, dolore e speranza.
Vengono raccontati viaggi, cadute e risalite, come in (S)legati, e sogni di riscatto affidati al Musical. Fino ad arrivare ad Antigone, che con gli attori detenuti diventa corpo, voce, coralità: un mito antico che si apre al presente e trasfigura la sofferenza in gesto poetico e condiviso.
Questo è il Teatro Necessario: un luogo dove le storie non si consumano, ma restano. Un teatro che non consola, ma accompagna. Un teatro che sceglie di stare nei margini per parlare a tutti. Un teatro che prova, ogni volta, a trasformare l’ombra in possibilità.
Oggi il Teatro è intitolato a Sandro Baldacci, cofondatore, regista e direttore artistico dell’associazione, prematuramente scomparso, che in oltre vent’anni di lavoro, attraverso la forza emotiva trasmessa dai suoi spettacoli, ha dato voce al mondo sommerso e periferico del carcere e che - attraverso la bellezza e la profondità dei suoi spettacoli, con il rigore e l’impegno profuso con il suo lavoro - ha contribuito a trasformare un istituto di pena in un luogo di bellezza e cultura. A lui è dedicato il Sandro Baldacci, che intende valorizzare il teatro in carcere, a livello nazionale, offrendo la possibilità al vincitore di inaugurare la stagione 2026/2027 del Teatro dell'Arca, la sala all'interno del carcere di Marassi.
Ad aprire il programma della stagione 2026, Dora Pro Nobis il 24 gennaio, della compagnia Teatro di Dioniso, tratto dal libro Malamore di Concita De Gregorio. In scena un intenso dialogo in forma di contrappunto tra la voce di Federica Fracassi e il violoncello di Lamberto Curtoni: lei evoca Dora Maar, lui richiama la presenza di Pablo Picasso. Fotografa straordinaria e figura centrale del surrealismo, Dora Maar incontrò Picasso nel 1936, dando inizio a una relazione che la rese una delle sue muse più importanti. A lei si deve l’intera documentazione fotografica della realizzazione di Guernica
Segue Monkey’s Kabarett – La via per la libertà il 7 febbraio, liberamente ispirato a Kafka. Il monologo musicale di Andrea Nicolini, accompagnato dall’Ensemble Phonodrama, racconta la metamorfosi di Rotpeter, scimmia diventata uomo per necessità di sopravvivenza. Tra grottesco e ironia, musica dal vivo e cabaret, lo spettacolo riflette sui confini della libertà e sul prezzo della trasformazione, mostrando quanto del passato resti inciso nei gesti, nei desideri, nelle contraddizioni dell’umano.
Il calendario prosegue il 20 febbraio e la rassegna cambia registro, senza perdere profondità, con Musical: dal Teatro al Cinema, andata e ritorno, regia di Umberto Scida. Non un semplice concerto, ma un racconto scenico che attraversa Broadway, West End e Hollywood, intrecciando canzoni celebri, aneddoti e narrazione. Un omaggio al musical come arte totale, capace di unire leggerezza e pensiero, spettacolo e racconto, emozione e memoria collettiva.
Il 6 marzo 2026 arriva Cantanti, ideato e diretto da Carlo Geltrude, testo di Mario Gelardi. Ispirato alla vicenda dei fratelli Brusca, lo spettacolo affronta il tema delicatissimo della collaborazione con la giustizia e della Legge n. 82 del 1991. Senza giudizi netti o semplificazioni, il lavoro indaga colpa e perdono, pubblico e privato, sollevando interrogativi profondi sulla giustizia che invochiamo e su quella che, talvolta, accettiamo. Un teatro civile che sceglie la complessità come atto di responsabilità.
Segue Kohlhaas il 13 marzo, con Marco Baliani attore narrante, regia di Maria Maglietta. Dal racconto di Kleist, prende forma una riflessione senza tempo sul confine tra giustizia e vendetta. Il sopruso iniziale innesca una spirale di violenza che parla tanto al passato quanto agli anni delle lotte politiche e sociali del Novecento. Baliani intreccia racconto e autobiografia artistica, mostrando come il teatro possa farsi luogo di memoria, coinvolgimento e presa di posizione.
Il 28 marzo, la musica diventa gesto politico e poetico con Orchestra del Mare. L’Orchestra Paganini suona strumenti costruiti nella liuteria del carcere di Opera con il legno dei barconi dei migranti, mentre i testi letti e scritti dai detenuti di Marassi accompagnano il concerto. Tragedia e riscatto, scarto e bellezza si fondono in un progetto che restituisce dignità, competenze e futuro, trasformando simboli di dolore in strumenti di arte e memoria, particolarmente significativi per una città di mare come Genova.
L’11 aprile (S)legati di e con Jacopo Bicocchi e Mattia Fabbris racconta la vera storia degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates che diventa metafora estrema delle relazioni umane. La corda che unisce, sostiene e mette in pericolo è il simbolo di ogni legame portato al limite, dove la verità obbliga a scelte laceranti. Un racconto di sopravvivenza e amicizia che interroga il senso del “tagliare” come gesto necessario, non di tradimento ma di salvezza.
Chiude la rassegna La voce di Antigone il 13 maggio al teatro Ivo Chiesa e dal 19 al 22 maggio al teatro dell’Arca Sandro Bladacci. E’ il lavoro di Eva Cambiale e Carlo Orlando con gli attori detenuti della Casa Circondariale di Genova Marassi, produzione Teatro Necessario. Antigone non è qui un archetipo da museo, ma una presenza viva, insolente e gioiosa, una forza scenica che canta e danza la libertà. Attraverso il gioco teatrale, la tragedia sofoclea si trasforma in esperienza collettiva, capace di generare luce e serenità, anche nel dolore. Un teatro che non consola, ma apre, e che trova nel carcere uno spazio di verità e dignità.
La Rassegna Voci dall’Arca ha ricevuto il contributo e il patrocinio del Comune di Genova, nell’ambito del bando sulle periferie e a sostegno delle stagioni realizzate sul territorio del Comune di Genova e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito Cultura. Arte, Patrimonio, Partecipazione. Immaginiamo il futuro, ed è realizzata in stretta collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale di Genova – Marassi.
Per assistere agli spettacoli programmati al Teatro dell’Arca è obbligatoria la prenotazione online da effettuare entro tre giorni dall’evento sul sito del Teatro Necessario.