Federica Fracassi in L'analfabeta

Foto di scena © Masiar Pasquali/teatronazionalegenova.it Foto di scena © Masiar Pasquali/teatronazionalegenova.it
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DA Giovedì15Gennaio2026
A Sabato17Gennaio2026
Evento terminato

Da giovedì 15 a sabato 17 gennaio, presso il Teatro Gustavo Modena - Teatro Nazionale Genova (piazza Gustavo Modena 6r) è in scena L'analfabeta di Ágota Kristóf, per la regia di  Luigi Noah De Angelis e interpratato da Federica Fracassi.

In una fabbrica di orologi in Svizzera, tra il farneticare cadenzato delle macchine e il silenzio di una lingua che non le appartiene, Agota Kristof annota i suoi versi a matita su un foglio. Esule, operaia, poetessa: non conosce le parole usate nel Paese in cui vive, ma le scrive, le addomestica, le trasforma nel simulacro lacerante della sua condizione.

L’analfabeta è il ritratto teatrale di una donna che ha fatto della scrittura un atto di resistenza. Federica Fracassi, interprete visionaria della scena contemporanea, dona corpo e voce ad Agota Kristof in una prova d’attrice straordinaria: indossa i suoi abiti, ne replica i gesti, ne abita lo sguardo. La regia di Luigi Noah De Angelis, sulla drammaturgia originale di Chiara Lagani (insieme sono i Fanny & Alexander), fa dello spettacolo un viaggio vertiginoso e suggestivo nella mente di una scrittrice che ha attraversato la storia, raccontandola nei suoi romanzi, celando i ricordi brucianti d’infanzia dietro maschere e pseudonimi.

La scena si apre su un banco da lavoro: una lente, una microcamera che mostra in tempo reale ciò che la Kristof vede, percepisce, ricorda. Il luogo emotivo della scrittrice prende vita tra luci taglienti, proiezioni che fanno da contrappunto a un paesaggio sonoro dove il ticchettio dell’orologio è amplificato fino a divenire il palpito della memoria. Fanny & Alexander, compagnia di culto del cosiddetto “teatro di ricerca”, vincitrice di cinque Premi Ubu nel 2024 per il progetto dedicato al capolavoro della Kristof, Trilogia della città di K, torna a proporre una creazione di grande potenza visiva e introspettiva. L’analfabeta è molto più di un omaggio a una scrittrice: è un’immersione in un universo spezzato, attraversato da silenzi e fratture, dove ogni parola scritta è una conquista, ogni racconto un riscatto, un’esperienza teatrale intensa e necessaria.

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