Arturo Cirillo - teatronazionalegenova.it
Da giovedì 8 a sabato 10 gennaio 2026, alla Sala Mercato (piazza Gustavo Modena 3) è in scena Arturo Cirillo in Scende giù per Toledo, di Giuseppe Patroni Griffi.
Rosalinda Sprint scende per via Toledo come un miraggio in movimento, un’apparizione frettolosa di piume svolazzanti, verso un appuntamento mancato, in una Napoli che le appartiene e la rifiuta. Fragile, impudica, tenera e irriverente, Rosalinda è il cuore palpitante di un immaginario popolare napoletano: quello del femminiello. L’opera è tratta dal romanzo di Giuseppe Patroni Griffi, figura errante e poetica, che incarna la bellezza mutevole di una Napoli visionaria, metafisica: luogo emotivo, specchio infranto di chi la abita, culla di miserie e incanti.
Con Arturo Cirillo - acclamato regista, interprete e artista dalla sensibilità raffinata - Rosalinda Sprint diventa corpo e voce di uno spettacolo di grande potenza espressiva. Cirillo, nella magistrale dinamica fisica che lo contraddistingue, attraversa il testo come un equilibrista sulla fune tesa tra la parola e il gesto, facendo vibrare ogni sillaba, ogni silenzio. La scrittura musicale e carnale di Patroni Griffi si dispiega in un flusso che alterna ironia e struggimento, immediatezza e lirismo, mescolando prima e terza persona, prosa e canto, realtà e sogno.
Rosalinda è una sagoma sbilenca, «una silhouette ritagliata male nella carta» spiega l’autore, eppure in quella sproporzione vive la sua verità più autentica. Precursora delle eroine dolenti e incantate di Ruccello e Moscato, sorella maggiore di tutte le identità non conformi che hanno attraversato la scena napoletana, è simbolo di un'umanità che non si lascia definire, che sfugge, che resiste, che si reinventa. Lo spettacolo è un canto di solitudine e lotta, una danza ostinata per la vita, una dichiarazione d’amore per chi non ha avuto il privilegio di essere sé stesso. Un omaggio struggente e vivido alle differenze, alla bellezza non addomesticabile, alla possibilità - sempre aperta - di trasformare il dolore in battaglia, la battaglia in vita: «Corre Rosalinda, corre come se la vita la rincorresse».