Fontana di piazza De Ferrari ©Ancila Mettekkatt
Genova, 25/11/2025.
Genova è incompleta senza la sua iconica fontana di piazza De Ferrari, simbolo della città e uno dei monumenti più fotografati. Un'opera d'arte collocata al centro della piazza principale, circondata da importanti palazzi: Palazzo Ducale, Palazzo della Regione, Palazzo della Borsa, Palazzo dell'Accademia e Teatro Carlo Felice.
Nonostante sia un'opera monumentale e conosciuta, molti non conoscono ancora la storia e le curiosità, e non notano i dettagli che si possono osservare sulla fontana. Andiamo a scoprire insieme la sua storia e le sue origini con la nota architetto e autrice genovese Patrizia Pittaluga.
«La fontana di piazza De Ferrari nasce come dono, come gesto d'amore di Erasmo Piaggio per la sua città» spiega l'architetto. «Alla lettura del testamento di Erasmo Piaggio, famoso banchiere e imprenditore genovese, il figlio lesse la volontà del padre di donare qualcosa di duraturo alla sua città». Così Carlo Piaggio, figlio di Erasmo Piaggio, incaricò l'architetto Giuseppe Crosa di Vergagni di realizzare una fontana in piazza De Ferrari.
Il progetto originale prevedeva un grande bacile dal quale zampillava l'acqua e dei cerchi concentrici in travertino. «Si tratta di un unico bacile in bronzo di 36 tonnellate» racconta Patrizia. «Il bacile venne fuso nei cantieri Piaggio, trasportato via mare e, essendo impossibile farlo passare attraverso i caruggi, fu poi portato in piazza passando da via XX Settembre».
Piazza De Ferrari ripresa dall'alto. Foto di Ancila Mettekkatt
L'intento originale dell'architetto era creare un velo d'acqua continuo e silenzioso, ma dopo laggiunta degli zampilli inferiori questo effetto non è più stato possibile. «L'idea era avere il getto centrale e poi un velo continuo» prosegue l'architetto. «Questo dimostra la grande maestria dei carpentieri che realizzarono il bacile: anche una minima imperfezione, una piccola asimmetria, avrebbe interrotto il velo d'acqua».
Gli zampilli inferiori furono aggiunti negli anni '90 da Bernhard Winkler, rompendo l'effetto di silenzio immaginato da Vergagni. «L'obiettivo originale è comunque ancora leggibile» precisa Patrizia. «Un getto unico e potente nella parte alta, poi l'acqua che scorre come un velo, per essere frammentata dai 12 mascheroni in bronzo e, infine, lavorata dal cerchio in travertino, fino ad arrivare nella corona circolare inferiore attraverso le 1000 fontanelle».
Il giorno dell'inaugurazione, il 24 maggio 1936, fu una grande festa per i genovesi che, orgogliosi del loro nuovo patrimonio, buttarono monete nella fontana come fosse la Fontana di Trevi. «Dopo la prima pulizia furono raccolte 5000 lire, poi donate in beneficenza alla città» racconta Patrizia Pittaluga.
La prossima volta che sosterete davanti alla nostra amata fontana, date uno sguardo alla parte rivolta verso il Teatro Carlo Felice, dove si legge ancora:
TENACE AFFETTO DI LIGURE
SUPERANDO IL DESTINO
ALLA SUA CITTÀ DONAVA
XXIV V MCMXXXVI
La scritta sulla fontana di piazza De Ferrari. Foto di Ancila Mettekkatt
Di Ancila Mettekkatt