Manuela Kustermann e Maximilian Nisi in Il gioco dell’universo

Manuela Kustermann e Maximilian Nisi © teatronazionalegenova.it Manuela Kustermann e Maximilian Nisi © teatronazionalegenova.it
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Giovedì04Dicembre2025
Evento terminato

Giovedì 4 dicembre, alle ore 19.30, presso il Teatro Gustavo Modena - Teatro Nazionale Genova (piazza Gustavo Modena 3), nell'ambito del Festival dell’Eccellenza al Femminile XXI edizione, è in scena Il gioco dell’universo con Manuela Kustermann e Maximilian Nisi, per la regia di Consuelo Barilari. Drammaturgia di Maria Dolores Pesce. Licia Colò, testimonial del progetto su Fosco Maraini, apre e chiude lo spettacolo.

«Il gioco dell’universo è la declinazione di un legame straordinario tra padre e figlia, attraversato dagli elementi di una natura meravigliosa, della cultura e dell’Universo che le contiene». Con queste parole la regista Consuelo Barilari presenta lo spettacolo, tratto dal libro omonimo (rieditato da La nave di Teseo nel 2020), in cui Dacia Maraini parla del padre Fosco Maraini

«In ogni parola - continua Barilari - vive la bellezza terrena e il tormento dei sentimenti, dove l’Altro è intimamente conosciuto, eppure sempre misterioso: femminile e maschile vicini e lontani, come sanno essere le persone e le cose che più nel profondo segnano l’esistenza. Nella restituzione scenica di questo dialogo meraviglioso saranno la terra, le montagne, le oltre trenta case sparse nel mondo, le storie, i paesi, l’umanità, la letteratura, la poesia a declinare la figura di un padre e di un uomo che appartiene all’universo».    

Scrittore, viaggiatore, fotografo, etnologo, alpinista, padre ma anche figlio e fratello: Fosco Maraini è stato tutto questo agli occhi della figlia Dacia che, rileggendo i taccuini e gli appunti paterni dalla grafia minuscola, compone il ritratto di un uomo straordinario secondo il proprio, intenso, lessico familiare. Lo sguardo inafferrabile di Fosco, curioso e sempre impaziente di vita, di nuove conoscenze ed esperienze, si ferma su geografie favolose - l’Oriente affascinante e ostile o l’amato Giappone - su popoli remoti, come gli Ainu cacciatori d’orsi nell’isola di Okkaido; e su lingue conosciute o inconsuete. Fosco Maraini indaga l’umano e il divino, con sensibilità e rigore, li esplora, li fotografa e soprattutto li racconta, per provare a racchiudere ogni cosa in un sistema comprensibile e spiegabile. Intenso, emozionante e sincero».

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