Manuela Kustermann in Antigone

Manuela Kustermann in Antigone @ Manuela Giusto/teatronazionalegenova.it Manuela Kustermann in Antigone @ Manuela Giusto/teatronazionalegenova.it
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Mercoledì03Dicembre2025
Evento terminato

Mercoledì 3 dicembre, presso il Teatro Gustavo Modena - Teatro Nazionale Genova (Piazza Gustavo Modena, 3), nell'ambito del Festival dell’Eccellenza al Femminile XXI edizione, Manuela Kustermann è in scena con Antigone, di Jean Anouilh per la regia di Roberto Latini.

«Antigone è nel destino del Teatro di ogni tempo. È uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia, cultura, religione, visione. È filosofia scesa intorno a noi, che ci cammina accanto, che ci chiede, che ci ascolta». Con queste parole Roberto Latini, uno dei protagonisti della scena contemporanea italiana, presenta la sua versione della tragedia, una versione che parte però non dal classico di Sofocle, ma dalla potente reinvenzione che ne diede Jean Anouilh nel 1943, in piena guerra mondiale.

Forte di un cast di livello assoluto, Latini affronta Antigone con la consapevolezza delle possibilità del teatro, della sua forza senza pari: «Quella di Anouilh è una Antigone che ci parla così da vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla. La sentiamo dire di noi in tutte le lingue, e capiamo tutto, ogni sfumatura, silenzio respiro… Di Antigone, Anouilh non ha riscritto le parole, ha scritto la voce… Siamo Antigone e Creonte insieme, o lo siamo già stati più volte, in certe fasi della vita e meno in altre e viceversa o in alternanza».

La tragedia, così, diventa una indagine sulle leggi del vivere: un gioco di voci, di confessioni, di verità scomode, di parziali ragioni, impastate di nostalgie. «Perché sappiamo da sempre – annota Latini – che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi. Anche per questo, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari. Alcuni personaggi corrispondono a sé stessi, altri al proprio riflesso. Antigone e Creonte come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone». Gioco di specchi e verità, di domande e di dubbi, di paure e coraggio. «A teatro – conclude Latini – parliamo sempre di questo: essere uomini o essere umani».

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