Una lampada, una vecchia poltrona da barbiere, una mantella e un asciugamano.
Dal semi buio appare un uomo, un barbiere. La sua arte non è solo fare miracoli con forbici e rasoio, ma anche intrattenere i diversi clienti che frequentano la sua bottega con bizzarre dissertazioni sulla politica, l’amore, la natura, l’attualità. La sua lingua è il romagnolo di oggi, un misto di dialetto e italiano. La barberia diventa il suo rifugio, il luogo da dove parla al mondo, e lui stesso, diventa il termometro delle inquietudini e delle passioni di una piccola comunità.